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Coldiretti, vendemmia in calo del 25-30%. Gli effetti dei cambiamenti climatici colpiscono i viticoltori

Dopo il problema delle gelate registrato nel 2022, quest'anno sono state siccità e grande caldo a frenare le produzioni dei vini sardi

Resiste l’alta qualità dei vini ma i problemi per i produttori si fanno sentire e incidono per un quarto della produzione regionale

La vendemmia in Sardegna quest’anno è influenzata dagli effetti dei cambiamenti climatici. Dopo le gelate dell’anno scorso, la produzione vinicola sarda sta affrontando sfide legate alla siccità e all’eccezionale caldo estivo. Un primo rilevamento da Coldiretti Sardegna stima un calo produttivo regionale del 25-30%, un dato leggermente più alto rispetto alla stima di Ismea, che parla di una diminuzione del 20%.

Secondo Coldiretti “è cruciale affrontare il problema climatico in modo deciso” sottolineando “l’importanza dell’innovazione tecnologica, con aziende più strutturate che utilizzano strumenti di precisione, big data, tecnologie d’irrigazione all’avanguardia e sistemi informatici che riescono a difendersi meglio dagli impatti delle calamità naturali”.

Nel sud dell’isola, nella regione di Parteolla, si sta registrando un calo stimato tra il 25 e il 30%. Anche qui, le condizioni atmosferiche avverse tra la primavera e le ondate di calore di luglio hanno influenzato negativamente la vendemmia. Tuttavia, la qualità delle uve sembra essere ancora buona.

In Gallura, la produzione del Vermentino è stata colpita dal caldo estivo, e si stima un calo del 30% rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, le uve mantengono una buona qualità e sono in grado di resistere alla siccità.

Nel nord della Sardegna, ad Alghero, la situazione è simile a quella della Gallura, con un calo del 20% nella produzione. Tuttavia, la qualità delle uve è considerata ottima, e le tecniche colturali utilizzate per affrontare il caldo estivo hanno contribuito a limitare le perdite.

Nell’Oristanese, la situazione è eterogenea, ma non si segnalano grandi cali nella produzione rispetto all’anno precedente. La gestione tecnica dei vigneti e l’irrigazione hanno contribuito a limitare i danni.

Nel Nuorese, le condizioni climatiche hanno variato notevolmente la produzione, con alcune aree colpite dalla grandine, dal caldo estivo e dalla peronospora. Altre aree hanno retto bene gli eventi atmosferici, e nonostante le sfide produttive, la qualità delle uve sembra essere buona.

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