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Morti sul lavoro, Cagliaritano e Sardegna con minore incidenza, ma la guardia non va abbassata

Morti sul lavoro in provincia di Cagliari e in Sardegna, il monitoraggio dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, su base dati Inail

incidenti lavoro

Con due incidenti mortali su un totale di 163.230 lavoratori attivi, la provincia di Cagliari, con un incidenza di 12.3 risulta tra le province dove più basso è il rischio. In una classifica, quella stilata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, su base dati Inail, che nei primi 9 mesi del 2023 vede ancora un numero troppo alto di gravi incidenti nei luoghi di lavoro in Italia.

Il dato di Cagliari, dunque, mostra un miglioramento dell’attenzione ai temi della sicurezza e dell’efficacia nelle misure assunte, ma non deve assolutamente far abbassare il livello di guardia.

In tutta la Sardegna le morti sul lavoro dall’inizio dell’anno a settembre sono stati 12, con un’incidenza di 21.2 sul totale del numero degli occupati. Un dato, anche in questo caso, che pone la regione tra quelle che in Italia hanno un livello di incidentalità, rapportato al numero dei lavoratori, più basso.

In zona rossa, invece, la Sud Sardegna, dove si sono  verificati ben 5 incidenti mortali, diventano una delle province italiane con maggiore incidenza rispetto al numero dei lavoratori.

Quanto ai dati regionali, in zona rossa nei primi nove mesi del 2023, cioè con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 25,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono il Molise, l’Umbria, l’Abruzzo, la Puglia e la Campania. In zona arancione: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Piemonte, Marche, Basilicata e Trentino Alto Adige. In zona gialla: Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Lazio. In zona bianca: Valle D’Aosta e Toscana.

“Mancano tre mesi alla fine dell’anno – il commento di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre – ma le incidenze di mortalità e i numeri restano drammatici e preludono ad una chiusura del 2023 sul solito e sconfortante valore di oltre mille infortuni mortali sul lavoro. Una situazione allarmante e grave che pone sotto i riflettori soprattutto le vittime in occasione di lavoro, cresciute rispetto al 2022 del +3,3%. Nessuna flessione, anzi. E questo indica la stabilità del fenomeno e non, purtroppo, un’inversione di tendenza”.

Preoccupa in particolare il dato sugli incidenti che coinvolgono i più giovani Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (21,8 infortuni mortali ogni milione di occupati contro 13,7).

Ma l’incidenza più elevata si registra nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (97,5), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (44,1).

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