Il processo di Ilaria Salis, la maestra milanese detenuta in Ungheria da febbraio 2023, ha preso avvio con scene scioccanti: legata mani e piedi, sorvegliata da agenti mascherati e protetti con giubbotti antiproiettile. Questo è l’inaspettato inizio del processo a Budapest, dove Salis è accusata di lesioni aggravate ai danni di due neonazisti durante le proteste per il ‘Giorno dell’onore’.
Le immagini hanno suscitato un clamore internazionale, portando il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, a intervenire direttamente. Tajani ha espresso la sua preoccupazione e ha richiesto al governo ungherese di garantire il rispetto dei diritti di Salis, come previsto dalle normative europee.
Durante la prima udienza, un funzionario dell’ambasciata italiana a Budapest ha assistito alla situazione in tribunale. Tuttavia, nonostante gli sforzi diplomatici, la Procura ungherese ha confermato la richiesta di una condanna a 11 anni di carcere, sebbene il codice penale ungherese possa infliggere fino a 16 anni di reclusione.