Nel cuore della notte, un atto vandalico ha scosso l’Università di Cagliari. La facciata del Rettorato è stata imbrattata con vernice rossa e deturpata da scritte antisemite. Al loro arrivo, poco dopo l’alba, i dipendenti degli uffici hanno trovato davanti a sé uno scenario desolante. “Unica sionista”, le parole vergate accanto all’ingresso, evocano un chiaro messaggio di odio e fanno eco ad altre proteste estremiste rivolte in passato ai vertici dell’Ateneo.
La comunità accademica si è immediatamente mobilitata per ripristinare la dignità dell’istituzione, condannando fermamente l’accaduto. La denuncia alle forze dell’ordine è stata prontamente presentata, e si sta procedendo con l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, nella speranza di identificare i responsabili di questo gesto ignobile.
Questo episodio non è isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di attacchi mirati contro l’istituzione universitaria, che negli ultimi mesi ha subito altre forme di contestazione. La scelta della vernice rossa, simbolo di sangue e violenza, e le parole utilizzate per l’iscrizione rivelano un’intenzione chiara di intimidazione e di messaggio politico.
Oy Vey! Shut it down!
E poverini, d’altronde gli èbreì sono gli stessi del Talmud, che dice che loro sono “il popolo scelto” e tutti gli altri “bestiame che esiste solo per servirli”.
Poi quando se la prendono con loro, lo fanno sempre “senza motivo alcuno”.
Mischinetti, le eterne vittime,.
Se dovessero venire beccati ad accoltellare qualcuno la colpa sarebbe dell’accoltellato perchè “antisemita” per aver opposto resistenza.
Quel pittore Austriaco coi baffi aveva ragione.