Nella Sardegna dove mediamente ogni abitante produce 71,2 euro di Pil al giorno (la media nazionale è di 99 euro), la provincia di Cagliari è quella con la maggiore produttività del lavoro, misurata rapportando il valore aggiunto (Pil al netto delle imposte dirette) alle unità di lavoro standard (ULA) che tocca i 170,2 euro al giorno. Un livello che colloca Cagliari all’81esimo posto tra le province.
Nel 2024, secondo lo studio della Cgia di Mestre, si stima che il valore aggiunto della provincia di Cagliari sarà di 12,6 miliardi di euro, con 62.284 euro per unità lavorativa.
Una produttività bassa confrontata alla media nazionale (77.061 euro, 210,6 euro al giorno per ULA), ma superiori ai dati delle altre province sarde: Sassari 168 euro al giorno; Sud Sardegna 167,6; Nuoro 158,8 euro; Oristano 148,4 euro.
La produttività per ULA al giorno in Sardegna è di 165,7 euro. Sempre in tema di produttività del lavoro, l’Italia risulta spaccata in due. La situazione più virtuosa si registra in Trentino Alto Adige con 253 euro al giorno per ULA. Questa regione del Nordest può contare su un Pil (o meglio valore aggiunto) di 52,4 miliardi di euro, su 556 mila unità di lavoro standard e su una produttività annua per ULA di 92.595 euro. Seguono la Lombardia con 251,4 euro giornaliere per ULA, la Valle d’Aosta con 230,8 euro per ULA e l’Emilia Romagna con 226,6 euro per ULA.
Le realtà dove la produttività è più bassa, invece, le scorgiamo nel Mezzogiorno che, tendenzialmente, conta, rispetto al Centronord,
un’economia meno contrassegnata dalla presenza di aziende manifatturiere e di attività creditizie/finanziarie/assicurative. Pertanto,
chiudono la graduatoria nazionale la Sardegna con 165,7 euro giornaliere per ULA, la Calabria con 159,5 euro per ULA e la Puglia con
158,2 euro per ULA.