La Regione Sardegna sta cercando di frenare l’assalto eolico e le autorizzazioni per la realizzazione di nuovi impianti di energia rinnovabile. Questo tema è stato sollevato con forza dai comitati territoriali, riuniti nel coordinamento regionale, che da anni lottano contro l’installazione di questi impianti.
Il principale strumento messo in campo dalla giunta regionale è il disegno di legge 15 “Salva Sardegna”, che prevede la sospensione per 18 mesi della realizzazione di nuovi impianti nell’Isola. Tuttavia, sono molti i dubbi su questo provvedimento, così come sul decreto delle aree idonee attualmente in fase di emanazione da parte del ministero guidato da Gilberto Pichetto Fratin.
Marco Pau, uno dei portavoce del coordinamento regionale, intervistato dall’Ansa, ha espresso le preoccupazioni dei comitati: “A noi quella bozza non convince perché lascia molti varchi”. Pau ha sottolineato che puntare esclusivamente sulle aree idonee è riduttivo e pericoloso, poiché l’articolo 7 del decreto prevede che lo Stato deciderà in merito al potenziamento degli impianti esistenti e alle autorizzazioni in corso, seguendo normative precedenti.
Queste normative potrebbero non proteggere adeguatamente zone di grande interesse storico e culturale, come Barumini e Saccargia. Pau ha infatti evidenziato che queste aree potrebbero non essere salve dall’installazione di nuovi impianti, nonostante le preoccupazioni dei residenti e dei comitati territoriali.
I comitati territoriali richiedono una strategia più ampia e articolata per tutelare il territorio sardo dagli impianti eolici e fotovoltaici. La governatrice Alessandra Todde e il coordinamento regionale dovranno affrontare queste sfide per trovare soluzioni che bilancino la necessità di energia rinnovabile con la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale dell’Isola.