In Sardegna la situazione idrica è sempre più paradossale: da un lato i rubinetti a secco e dall’altro le fontane a cielo aperto causate da condotte colabrodo. Questa problematica mette in evidenza uno spreco notevole d’acqua, vietato ai residenti, ma perpetuato da infrastrutture inadeguate.
Ordinanze e sprechi
Le ordinanze e gli appelli delle autorità locali invitano i cittadini a usare l’acqua con estrema parsimonia, imponendo multe salate ai trasgressori. Tuttavia, le condotte rotte provocano sprechi d’acqua ingenti, creando un evidente contrasto tra le restrizioni imposte e la realtà delle perdite. I comuni colpiti da questa problematica sono numerosi, tra cui Capoterra, Sestu, Monserrato, Sanluri Stato, Serramanna e Segariu.
La situazione a Segariu
Andrea Fenu, sindaco di Segariu, ha recentemente inviato una PEC al consorzio di bonifica e all’Assessore all’Agricoltura Regionale, evidenziando una grave perdita d’acqua nel territorio di Villamar 5. Nonostante le numerose segnalazioni, la risposta è stata la chiusura improvvisa dell’acqua, senza preavviso, in un periodo di alta siccità. Fenu ha criticato la mancanza di programmazione, sottolineando l’importanza di garantire l’acqua agli agricoltori, soprattutto durante l’estate.
Carenza d’acqua e impatti sull’agricoltura
La grave carenza d’acqua è evidente in comuni come Serramanna, dove le autobotti vengono utilizzate giornalmente per riempire i depositi dei residenti che non ricevono acqua dalla rete pubblica. Le coltivazioni invernali rischiano di essere compromesse se gli agricoltori non avranno accesso costante all’acqua. Questo potrebbe aggravare ulteriormente il settore agricolo, già duramente colpito da eventi calamitosi negli ultimi anni.