Ora c’è anche la conferma scientifica: i resti ritrovati ieri in un borsone lungo la Vecchia Orientale Sarda, a ridosso del ponte romano, appartengono a Francesca Deidda. L’analisi dei carabinieri del RIS ha comparato il DNA della donna scomparsa con quello dei resti trovati nel borsone, concentrandosi sulle unghie, e ha confermato l’identità.
Per stabilire le cause della morte della 42enne di San Sperate, sarà necessario attendere il referto del medico legale Roberto Demontis. Il lavoro potrà iniziare solo quando due superconsulenti, un antropologo forense e un entomologo incaricati dalla Procura, arriveranno a Cagliari dalla Penisola. I primi risultati dell’autopsia potrebbero essere resi noti verso la fine del mese.
A breve si attendono anche i risultati di una Tac speciale eseguita sul borsone, che era stato nascosto sotto terriccio e frasche ai piedi di un albero. Questo esame sarà fondamentale per comprendere, senza intaccare i resti, come fosse posizionato il corpo e in quali condizioni si trovasse al momento del ritrovamento.