La costa occidentale della Sardegna, un’area di inestimabile valore paesaggistico e storico, è al centro di un acceso dibattito a causa del progetto “Mistral”. Presentato dalla multinazionale spagnola Acciona, il progetto prevede l’installazione di 32 aerogeneratori offshore, ognuno alto circa 300 metri, per una potenza complessiva di 480 megawatt. Queste gigantesche pale eoliche dovrebbero essere posizionate tra Alghero e Tharros, passando per località iconiche come S’Archittu e Bosa.
Il progetto ha suscitato forti preoccupazioni tra le comunità locali e gli ambientalisti, che vedono in esso una grave minaccia per il paesaggio e la storia di questa zona. Nonostante ciò, le procedure autorizzative sono proseguite senza ostacoli da parte del Ministero dell’Ambiente, che ha fissato la scadenza per le osservazioni e le opposizioni al 4 settembre prossimo. I comuni costieri, pur essendo direttamente interessati, sono stati esclusi dalla procedura, mentre la Regione Sardegna è chiamata a prendere una posizione chiara di fronte a questo progetto che non sembra fermarsi.
Ma il progetto “Mistral” non è l’unico che minaccia la costa occidentale della Sardegna. Anche la società tedesca “Regolo Rinnovabili” ha in programma l’installazione di 34 aerogeneratori nella stessa area, portando il totale a 66 pale eoliche, per una potenza complessiva di quasi 1000 megawatt, sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di quasi un milione di persone.
Il paesaggio unico del Sinis, con le sue scogliere bianche e le spiagge di quarzo puro, rischia di essere compromesso irrimediabilmente. Questi aerogeneratori, alti quanto grattacieli, saranno visibili da ogni angolo della costa, alterando profondamente l’aspetto naturale e storico di una delle zone più preziose della Sardegna. Gli investitori sembrano ignorare il valore culturale e ambientale di quest’area, concentrandosi esclusivamente sui potenziali profitti.