La proposta di un parco eolico offshore a 12 miglia dalla costa di Cagliari ha scatenato accese polemiche. Il progetto, che prevede l’installazione di 55 aerogeneratori galleggianti per una potenza complessiva di 825 MW, rischia di deturpare uno dei paesaggi più iconici della città, la Sella del Diavolo, una delle principali attrazioni turistiche e ambientali della zona. A lanciare l’allarme sono stati Alessandra Zedda, Nando Secchi e altri consiglieri comunali, che hanno presentato un ordine del giorno chiedendo al sindaco di opporsi formalmente.
Il 15 ottobre si terrà un’assemblea pubblica al T Hotel, dove verrà rilanciata la questione, coinvolgendo cittadini e amministratori. I consiglieri denunciano il proliferare incontrollato di impianti eolici offshore, che potrebbe avere gravi ripercussioni sul turismo e impoverire il tessuto economico della città. La trasformazione di un’area di pregio come la Sella del Diavolo in una zona industriale offshore è vista come una minaccia per l’immagine e il futuro di Cagliari.
Un altro aspetto controverso è la creazione di un’area logistica di circa 180 ettari all’interno del Porto Canale di Cagliari per l’allestimento del cantiere di costruzione dell’impianto. Il progetto, denominato “Sardegna 2” e proposto dalla Renexia S.p.A., coinvolgerà anche altri comuni dell’area metropolitana, tra cui Assemini, Capoterra, Villaspeciosa, Decimomannu, Uta e Villasor. Le operazioni includeranno l’installazione di cavidotti subacquei e terrestri, necessari per trasportare l’energia prodotta fino alla rete nazionale di Terna.
I consiglieri comunali sottolineano che la realizzazione del parco eolico non solo deturperebbe lo skyline, ma rischia di avere un impatto economico e sociale negativo su tutto il territorio, compromettendo le attività turistiche e il valore ambientale della costa meridionale della Sardegna.
Nonostante la pressione crescente, il sindaco Massimo Zedda ha minimizzato il coinvolgimento di Cagliari nel progetto, affermando che l’iniziativa energetica riguarda principalmente altri comuni dell’hinterland. Tuttavia, i firmatari dell’ordine del giorno chiedono un’azione chiara e decisa da parte del sindaco e del Consiglio comunale per opporsi a qualsiasi occupazione degli spazi marini prospicienti la costa cagliaritana.
La discussione si inserisce in un contesto più ampio di progetti eolici offshore in tutta Italia, con il Ministero dell’Ambiente che ha ricevuto oltre 100 proposte per impianti di questo tipo, 28 delle quali riguardano le coste sarde. La Sardegna, con il suo potenziale eolico, è una delle regioni maggiormente interessate da queste iniziative, ma il rischio di un impatto negativo sul territorio e sulle sue risorse naturali è un tema di preoccupazione crescente per i cittadini e le amministrazioni locali.