Il disegno di legge sulle aree idonee per gli impianti di energia rinnovabile ha ricevuto il primo via libera dalle commissioni Urbanistica e Industria della Regione Sardegna, sebbene solo con i voti della maggioranza. Il centrodestra ha duramente criticato il testo, considerandolo troppo permissivo e incapace di rispondere adeguatamente alle richieste dei cittadini. Per manifestare la propria contrarietà, i consiglieri di centrodestra hanno abbandonato l’aula, rifiutando di partecipare al voto e lasciando l’intera responsabilità alla maggioranza.
Secondo la giunta, questa legge è necessaria per regolare il settore delle energie rinnovabili e prevenire una proliferazione incontrollata di impianti, ma il centrodestra sostiene che le restrizioni siano insufficienti e che il testo lascerebbe troppi varchi aperti per l’installazione di nuovi impianti. Inoltre, i consiglieri d’opposizione hanno accusato la maggioranza di voler affondare la legge Pratobello, di iniziativa popolare, che proponeva criteri più stringenti per la protezione del territorio.
Il disegno di legge si prepara ora ad approdare in Consiglio regionale, dove è attesa una discussione accesa, con la presenza dei comitati cittadini pronti a presidiare i lavori. Da mesi, la questione delle energie rinnovabili è al centro del dibattito pubblico in Sardegna, con molti critici che lamentano che, mentre settori come la sanità e i trasporti vengono trascurati, la giunta Todde sembra focalizzarsi esclusivamente su questo tema.