Nuove operazioni antidroga hanno avuto luogo nel carcere di Cagliari-Uta, dove gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno sequestrato oltre 90 grammi di sostanze stupefacenti in due interventi distinti. A rendere noto il bilancio è stato Luca Fais, segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha lodato la professionalità del personale nonostante le criticità legate a carenze di organico e sovraffollamento della struttura.
La prima operazione: droga nascosta durante un colloquio
La prima operazione si è svolta domenica durante una visita familiare. Una donna ha cercato di introdurre droga nel carcere nascondendola nel reggiseno e poi in un sacchetto di patatine destinato a un detenuto. Successivamente, il carcerato ha tentato di occultare le sostanze all’interno di una fasciatura sul braccio.
Grazie alla vigilanza e alla prontezza degli agenti, al termine del colloquio sono stati sequestrati 33 grammi di hashish, 22 grammi di cocaina e un grammo di marijuana, impedendo che la droga arrivasse all’interno dell’istituto.
Le difficoltà e l’impegno degli agenti
Luca Fais ha sottolineato l’importanza di questi interventi, elogiando il personale di sorveglianza per la loro capacità di gestire situazioni critiche, nonostante le condizioni di lavoro spesso difficili. “Il carcere di Uta è un esempio di come la professionalità degli agenti riesca a sopperire alle carenze di risorse e al sovraffollamento,” ha dichiarato il segretario del Sappe.
Una lotta continua
Le operazioni antidroga sono parte di un impegno costante per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari. Il sequestro effettuato rappresenta non solo un successo operativo, ma anche un messaggio chiaro contro ogni tentativo di eludere i controlli e violare le regole.