Durante un colloquio presso il carcere di Uta, una donna ha tentato di consegnare stupefacenti al parente detenuto, nascondendo le sostanze nel reggiseno e poi occultandole in un sacchetto di patatine. Il comportamento sospetto non è sfuggito agli agenti della Polizia Penitenziaria, che hanno sequestrato 33 grammi di hashish, 22 grammi di cocaina e un grammo di marijuana.
L’episodio è stato riportato da Luca Fais, segretario per la Sardegna del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha raccontato di come che il detenuto ha cercato di nascondere la droga all’interno di una fasciatura presente sul braccio, ma il tentativo è stato prontamente scoperto.
L’operazione non è stata un caso isolato. Un secondo intervento ha portato al sequestro di 34 grammi di cocaina nascosti nei locali della lavanderia del penitenziario. Secondo Fais, questi successi derivano da un costante lavoro investigativo, nonostante le difficili condizioni operative del carcere di Uta, che ospita 750 detenuti a fronte di una capienza massima di 500.
Gli episodi di Uta sottolineano il ruolo fondamentale della Polizia Penitenziaria nel contrastare il fenomeno del traffico di droga all’interno degli istituti. Il loro impegno, nonostante la carenza di personale e le condizioni difficili, continua a garantire risultati eccellenti nella lotta allo spaccio e al crimine organizzato.