Il confronto romano tenutosi ieri, 5 dicembre 2024, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Portovesme Srl non ha portato ad alcun passo avanti da parte di Glencore, che ha ribadito la propria chiusura sul mantenimento in funzione della linea di produzione dello zinco. Tuttavia, emerge un possibile spiraglio: il Governo sta valutando una manifestazione di interesse avanzata da un soggetto imprenditoriale interessato all’acquisizione della linea.
Partecipanti e posizioni in campo. All’incontro, oltre al Ministro Adolfo Urso e alla Sottosegretaria Fausta Bergamotto, erano presenti i rappresentanti di Glencore e una delegazione della Regione Sardegna composta dall’Assessore dell’industria Emanuele Cani, dall’Assessore del lavoro Desirè Manca e dall’Assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi, collegata da remoto.
La posizione della Regione Sardegna. L’Assessore dell’industria Emanuele Cani ha sottolineato la ferma opposizione di Glencore alla possibilità di riattivare la linea zinco, definendola una posizione di “totale chiusura”. Nonostante ciò, la Regione Sardegna continua a sostenere l’importanza del mantenimento delle attività, considerate cruciali per l’economia locale. In merito alla possibile acquisizione da parte di un nuovo soggetto imprenditoriale, Cani ha dichiarato: “Guardiamo con cauta fiducia a questa opportunità, sebbene permangano perplessità legate alla fattibilità del progetto.”
Una vertenza complessa. Lo stabilimento della Portovesme Srl, attualmente gestito dalla multinazionale svizzera Glencore, rappresenta un pilastro strategico per l’economia e l’occupazione del territorio. Tuttavia, la chiusura della linea zinco ha sollevato preoccupazioni crescenti tra i lavoratori e le istituzioni locali, spingendo il Governo e la Regione a cercare soluzioni alternative.
Mentre il Governo esamina le nuove prospettive, il futuro dell’impianto e dei suoi lavoratori rimane incerto, con ulteriori sviluppi attesi nei prossimi incontri.