Il carcere di Cagliari-Uta è descritto come una vera e propria “bomba a orologeria” dalla Fns Cisl Sardegna, che attraverso il segretario generale Giovanni Villa lancia l’allarme su una situazione che rischia di sfuggire al controllo.
Sicurezza precaria e tensioni crescenti
La denuncia riguarda un numero crescente di episodi in cui detenuti considerati problematici mettono a rischio la sicurezza del carcere, l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria, dei lavoratori e persino degli altri detenuti.
Secondo quanto riportato, alcuni detenuti avrebbero addirittura preteso di scegliere gli agenti che li accompagnano durante le visite mediche, minacciando aggressioni fisiche nei confronti dei poliziotti non graditi, dei medici, e del personale sanitario. Questo comportamento, secondo Villa, riflette un contesto di insicurezza dilagante e un immobilismo amministrativo che sta aggravando la situazione.
Richieste di intervento immediato
La Fns Cisl chiede con urgenza:
- Trasferimento immediato dei detenuti più problematici;
- Azioni tempestive per ristabilire l’ordine e la sicurezza;
- Un incontro urgente per affrontare le criticità operative e ridurre lo stress psico-fisico del personale.
“Non si attenda oltre e si intervenga prima che ci scappi il morto”, avverte Villa, sottolineando come l’arrivo di ulteriori detenuti problematici da altre strutture non faccia che peggiorare una situazione già al limite.
Una situazione insostenibile per la Polizia Penitenziaria
Il personale del carcere, secondo la Fns Cisl, sta lavorando in un contesto di elevato stress psico-fisico, con episodi di aggressioni sempre più frequenti e una percezione di abbandono da parte dell’amministrazione penitenziaria.