L’occhio elettronico, situato in via Ghibli e strategicamente posizionato per monitorare chiunque fosse entrato o uscito dalla palazzina tra il 4 e il 5 dicembre, sembra non aver registrato nulla. Secondo le prime verifiche, il dispositivo era guasto o spento proprio nei giorni cruciali. Resta ancora incerto se si tratti di una telecamera comunale o di un sistema privato, ma la mancanza di queste immagini rappresenta un ostacolo significativo per le indagini.
Un giallo senza risposte immediate
I carabinieri, subito dopo il ritrovamento dei corpi senza vita di Luigi Gulisano, 79 anni, agente di commercio in pensione, e della moglie Marisa Dessì, 82 anni, hanno acquisito le registrazioni di altri sistemi di videosorveglianza nel quartiere. Tuttavia, l’assenza di immagini dalla telecamera di via Ghibli priva gli investigatori di un potenziale elemento chiave. Questo dispositivo avrebbe potuto svelare movimenti sospetti o presenze non autorizzate nelle ore precedenti la tragedia.
Le ipotesi iniziali includevano una possibile intossicazione alimentare fulminante, ma questa pista sembra essere stata quasi completamente scartata. Al momento, l’attenzione si concentra sempre di più su un possibile duplice omicidio volontario, anche se non sono emersi dettagli ufficiali a riguardo.
Ottimismo cauto tra gli investigatori
Nonostante la mancata collaborazione del sistema di videosorveglianza, fonti vicine agli investigatori riferiscono un certo ottimismo. Gli indizi raccolti fino a questo momento stanno indirizzando l’indagine verso una spiegazione plausibile della tragica vicenda. Lavorare senza il supporto di registrazioni visive aumenta le difficoltà, ma non preclude completamente la possibilità di risolvere il caso.
Le autorità continuano a lavorare intensamente per ricostruire i movimenti e gli eventi che hanno portato alla morte dei due coniugi. La comunità del Quartiere del Sole resta in attesa di risposte, mentre il mistero di via Ghibli continua a tenere con il fiato sospeso.