Agroalimentare, l’oro della Sardegna: i numeri

I dati di Confartigianato Imprese sul settore, che conta 6mila imprese e46mila addetti

alimentare

Quasi 6mila imprese, di cui metà artigiane, e 46mila addetti (oltre 10mila i dipendenti delle aziende artigiane); 270 prodotti tradizionali, 9 eccellenze a marchio europeo DOP, IGP e STG. Pasta, pane, dolci, formaggi, carne, frutta, pesce e bevande, freschi o conservati, che quotidianamente vengono prodotti, confezionati e spediti in Italia e nel resto del mondo.

Sono i numeri del settore agroalimentare in Sardegna, che emergono dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna che, nel dossier “Qualità, tradizione e sostenibilità dell’artigianato alimentare” ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF, su imprese e produzioni alimentari.

I prodotti

La Sardegna ha il 2,8% dei prodotti alimentari di qualità riconosciuti dall’Unione europea mediante i marchi DOC (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG. La lista ne comprende 9: agnello di Sardegna, Carciofo Spinoso di Sardegna, Culurgionis d’Ogliastra, Fiore Sardo, Pecorino Romano, Pecorino Sardo, Olio di Sardegna, Zafferano di Sardegna e Sebadas.

La ricchezza del territorio sardo si declina anche in ben 270 prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), il 4,8% di tutto il patrimonio italiano, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo: 98 paste fresche e panetteria, 68 prodotti vegetali, 19 carni, 21 formaggi, 20 prodotti della gastronomia, 20 prodotti di origine animale, 15 pesci e molluschi, 7 bevande e distillati, 1 grassi e 1 condimenti.

Gli addetti

Sempre secondo il rapporto l’Isola ha registrato il più alto numero nazionale di operatori agroalimentari certificati DOP, IGP e STG: ben 15.440, il 19% del totale italiano. Parliamo in primis di produttori primari ovvero vivai, aziende agricole, aziende zootecniche che conferiscono le proprie le materie prime alle migliaia di piccole imprese, soprattutto artigiane, come pastifici, risifici, molini, oleifici, caseifici, conserve e marmellate, mielifici, trasformatori di prodotti sott’olio e verdure confezionate, pasti pronti, cantine, birrifici, salumifici che, a loro volta, le trasformano in prodotti d’eccellenza a certificazione europea.

“Si tratta di un comparto in piena crescita ed evoluzione – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – che sempre più risponde alle esigenze di una clientela che nel corso dei lustri ha modificato e affinato i propri gusti e stili alimentari”.

“E’ merito di questi ‘artigiani del cibo’ se i nostri prodotti piacciono tanto anche all’estero – aggiunge Meloni – un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e
valorizzato”.

Nei territori

A livello territoriale 588 imprese artigiane operano a Cagliari con 2.188 dipendenti, 544 a Nuoro con 1.865 addetti, 271 a Oristano con 798 lavoratori, 879 a Sassari-Gallura con 3.089 dipendenti e 634 nel Sud Sardegna con 2.100 addetti.

“La genuinità delle specialità artigiane, caratteristiche tipiche della tradizione enogastronomica di Sardegna, sono aspetti che i consumatori hanno sempre ben presente – sostiene Daniele Serra,
segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – fanno bene alla salute, mantengono in forma, fanno muovere l’economia e contribuiscono a mantenere alta la bandiera del food made in Sardegna nel mondo”.

“La ‘ricetta’ dei prodotti artigiani è il rispetto delle materie prime e delle tecniche di lavorazione tradizionali – prosegue Serra – e un’attenzione sempre più diffusa a soddisfare particolari esigenze
dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela”.

“I nostri artigiani del gusto utilizzano anche metodi di produzione tipici che evidenziano il legame con il territorio regionale – conclude il segretario di Confartigianato Sardegna, Daniele Serra –
per questo, i prodotti e le imprese della nostra tradizione alimentare, che hanno nella qualità e nell’artigianalità della lavorazione il proprio elemento distintivo, vanno promossi ancora di più”.

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