Emergenza siccità in Sardegna: scattano misure straordinarie nei comuni più colpiti

L'Assessorato regionale alla Difesa dell'Ambiente e la Protezione Civile coordinano gli interventi per affrontare la crisi idrica. Razionamenti idrici al via dal 27 gennaio in diverse località.

La Sardegna è in ginocchio a causa della grave crisi idrica che continua a colpire l’isola. In risposta a questa emergenza, la Regione ha attivato un piano straordinario di intervento, mentre la presidente Alessandra Todde ha chiesto al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Le azioni dell’Assessorato e della Protezione Civile

L’assessora alla Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha spiegato le misure messe in campo per fronteggiare l’emergenza:
«La priorità è tutelare le comunità colpite dalla crisi idrica. La Protezione Civile regionale ha assunto il coordinamento tecnico e operativo, lavorando in sinergia con gli Enti locali», ha dichiarato.

Un Tavolo di Crisi è stato convocato l’8 gennaio per analizzare la situazione e definire gli interventi. Abbanoa, la società che gestisce il servizio idrico in Sardegna, ha annunciato che dal 27 gennaio saranno attuate misure di razionamento idrico in 17 comuni delle zone più colpite.


I comuni interessati e le misure adottate

Le località che subiranno razionamenti sono: Nuoro, Bolotana, Dorgali, Fonni, Gavoi, Lei, Lodine, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Oniferi, Orgosolo, Orani, Orotelli, Ottana, Sarule e Silanus.

Le misure previste:

  • Erogazione alternata: 24 ore di apertura seguite da 24 ore di chiusura degli impianti.
  • Monitoraggio continuo dell’evoluzione della crisi idrica da parte dell’Assessorato e della Protezione Civile.

Le cause della crisi

La crisi idrica in Sardegna è stata aggravata da:

  • Una significativa riduzione delle precipitazioni negli ultimi mesi.
  • Livelli critici in diversi sistemi idrici strategici, con cali delle riserve nei principali bacini idrici dell’isola.

Prospettive e supporto alla popolazione

L’assessora Laconi ha sottolineato l’impegno della Regione nel ridurre al minimo i disagi per i cittadini. «Lavoriamo affinché la gestione della crisi sia tempestiva ed efficace, garantendo un monitoraggio costante e un supporto tecnico agli Enti locali», ha concluso.

La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, se approvata, potrebbe garantire risorse aggiuntive per affrontare la crisi e avviare interventi infrastrutturali di lungo periodo.

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