L’ex presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, e altre 18 persone sono stati rinviati a giudizio nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Cagliari. Le accuse riguardano presunte irregolarità legate a nomine effettuate in Regione e in alcuni enti controllati, che secondo gli inquirenti sarebbero state illegittime. Il processo, fissato per il 3 aprile 2025, metterà sotto la lente la gestione degli incarichi durante la precedente legislatura regionale.
Le accuse contro Solinas e gli altri imputati
Christian Solinas, in particolare, dovrà rispondere dell’accusa di induzione indebita. Tuttavia, alcune imputazioni richieste dalla Procura sono state respinte dal giudice dell’udienza preliminare (GUP) Roberto Cau. Non si procederà per abuso d’ufficio, poiché questa fattispecie non è più considerata reato dopo la recente abrogazione dell’articolo 323 del codice penale. Inoltre, le accuse di turbativa d’asta sono state archiviate, essendo state ritenute infondate dal giudice.
Tra gli imputati figurano anche nomi di rilievo, come:
- Anita Pili e Alessandra Zedda, ex assessore all’Industria ed ex assessora al Lavoro;
- Massimo Temussi, all’epoca responsabile di ATS e ASPAL, ora dirigente del Ministero del Lavoro;
- Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria Sardegna;
- Nanni Lancioni, ex consigliere regionale del Psd’Az.
Gli incarichi contestati riguardano principalmente le nomine del 2020, inclusi ruoli di vertice nell’Aspal e nella direzione del Servizio attività estrattive e recupero ambientale presso l’assessorato dell’Industria.
La posizione della Procura e i prossimi sviluppi
La Procura di Cagliari, guidata dal pm Andrea Vacca, aveva inizialmente avanzato anche una questione di legittimità costituzionale legata all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. Tuttavia, il GUP ha ritenuto che non vi fossero i presupposti per procedere in tal senso. Rimane invece in piedi l’accusa di induzione indebita per Solinas e alcune contestazioni per altri imputati, che riguardano irregolarità amministrative nelle nomine.
Un caso che scuote la politica regionale
L’inchiesta rappresenta un colpo significativo per la politica sarda, mettendo in discussione alcune pratiche gestionali della precedente amministrazione. La vicenda coinvolge figure di spicco e solleva interrogativi sulla trasparenza e la correttezza delle nomine pubbliche nella Regione Sardegna.
Il processo, che inizierà ad aprile, sarà cruciale per chiarire le responsabilità degli imputati e valutare se le nomine contestate abbiano effettivamente violato le normative vigenti.