A dieci anni dalla morte di Massimo Cenedese, il Tribunale di Cagliari ha reso esecutiva la sentenza che condanna la Casa di cura Madonna del Rimedio di Oristano al pagamento di 2,2 milioni di euro alla famiglia dell’uomo. I legali dei parenti hanno inviato il precetto e, in caso di mancato versamento entro dieci giorni, avvieranno il pignoramento dei beni della struttura sanitaria.
Il caso: un intervento finito in tragedia
La vicenda risale a gennaio 2015, quando Massimo Cenedese, 44enne di Terralba e dipendente di un’azienda casearia di Arborea, venne ricoverato per un intervento di asportazione della cistifellea. Durante l’operazione, l’intestino venne perforato, causando una gravissima infezione generalizzata.
Nonostante il trasferimento d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, il paziente morì il 2 febbraio 2015 a causa di setticemia.
Il percorso giudiziario
L’inchiesta, avviata subito dopo il decesso, ha portato alla sentenza di condanna della clinica, ritenuta responsabile per l’accaduto. Dopo anni di battaglie legali, la decisione del Tribunale di Cagliari è ora esecutiva.
Prossimi passi
Se la clinica non dovesse provvedere al pagamento entro dieci giorni, i legali della famiglia procederanno con il pignoramento dei beni per ottenere il risarcimento.
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