Crisi idrica in Sardegna: Coldiretti chiede interventi strutturali

Agricoltori e allevatori in protesta: "Senza acqua non c'è futuro per il settore"

La grave crisi idrica che colpisce la Sardegna continua a mettere in difficoltà agricoltori e allevatori, sempre più in affanno a causa della carenza d’acqua e dei cambiamenti climatici. Per affrontare l’emergenza, Coldiretti Cagliari ha chiesto interventi strutturali e mirati, come il recupero delle acque reflue, la ristrutturazione delle reti e la costruzione di nuovi invasi. La questione è stata al centro di un sit-in di protesta davanti alla Prefettura di Cagliari, con oltre un centinaio di lavoratori del settore agricolo e zootecnico che hanno voluto accendere i riflettori sulla difficile situazione.

A margine della manifestazione, una delegazione di Coldiretti Cagliari, guidata dal presidente Giorgio Demurtas e dal direttore Giuseppe Casu, ha incontrato il prefetto Giuseppe Castaldo per illustrargli le criticità del comparto agricolo. Il rappresentante del Governo si è impegnato a sollecitare la Regione per la convocazione di un tavolo interistituzionale, con l’obiettivo di pianificare soluzioni concrete.

Secondo Demurtas, la crisi idrica è aggravata da una gestione inefficace delle risorse: “Lo scorso anno, 5.000 ettari di terra agricola sono stati sottratti alla produzione. La gestione dell’acqua è stata disastrosa e non possiamo continuare a vivere in emergenza. Servono strategie efficaci per affrontare i cambiamenti climatici”.

Sulla stessa linea il direttore Giuseppe Casu, che avverte: “Le recenti piogge non bastano a risolvere il problema. Se non si interviene rapidamente, molte aziende rischiano di chiudere, con ripercussioni sull’occupazione e sulla produzione alimentare. Lo scorso 23 gennaio abbiamo chiesto alla Regione la convocazione di un tavolo tecnico con il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, ma finora non abbiamo ricevuto risposte”.

Gli agricoltori sottolineano l’importanza di un piano di lungo periodo che preveda la modernizzazione delle reti idriche, la creazione di nuove dighe e la gestione efficiente delle risorse da parte dei Consorzi di Bonifica, considerati fondamentali per garantire un’irrigazione adeguata alle colture.

Le testimonianze degli agricoltori

Numerosi gli allevatori e agricoltori presenti alla protesta, che hanno raccontato le loro difficoltà quotidiane. Massimo Impera, socio Coldiretti e sindaco di Santadi, ha evidenziato il rischio di un drastico calo della produzione agricola: “Senza acqua, le aziende chiudono e si perdono posti di lavoro. È fondamentale rafforzare il ruolo del Consorzio di Bonifica per gestire meglio l’irrigazione”.

Anche Carlo Pusceddu, agricoltore della Marmilla, ha espresso preoccupazione per il futuro: “Non sappiamo nemmeno cosa coltivare, perché non abbiamo certezze sulla disponibilità di acqua. L’anno scorso, grazie all’80% dell’acqua concessa, le aziende sono riuscite a resistere, ma quest’anno la situazione è ancora più incerta”.

Infine, Marcello Curreli, agricoltore di San Gavino, ha sottolineato la necessità di un approccio preventivo: “Viviamo in un’emergenza continua. È urgente attuare un piano di prevenzione, puntando sul recupero delle acque reflue e piovane per creare scorte idriche sufficienti”.

L’appello di Coldiretti è chiaro: senza un intervento strutturale e mirato, la crisi idrica rischia di compromettere il futuro dell’agricoltura sarda, con conseguenze disastrose per l’intera economia dell’isola.

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