Tasse, bollette, multe: ogni sardo deve al Fisco 14.257 euro arretrati

Il debito accumulato da persone e imprese nell'isola dal 2000 ad oggi ammonta a 22 milioni 390mila euro

agenzia entrate

Ogni sardo negli ultimi 25 anni ha accumulato un debito col Fisco (o con altri Enti) 14.257 euro. Secondo l’Agenzia delle entrate – Riscossione, infatti, in Sardegna dal 2000 al 2024 ci sono tasse, contributi, multe e bollette non riscossi per 22 milioni 390mila euro. Una cifra pro capite comunque molto inferiore ai debiti accumulati in media da ogni italiano, per 21.611 euro.

E se la Lombardia ha complessivamente il debito più elevato con 259 milioni 350mila euro, a livello pro capite è il Lazio la regione dove ciascun abitante in media ha mancato di versare tasse e contributi dal 2000 al 2024: 39.673 euro a testa.

Ad analizzare i debiti degli italiani con le Agenzie fiscali è la Cgia di Mestre. I contribuenti italiani con debiti fiscali non ancora riscossi ammontano a circa 22,8 milioni, di cui 3,6 milioni sono rappresentati da persone giuridiche (società di capitali, enti commerciali, cooperative, ecc.) e i restanti 19,2 milioni da persone fisiche. Tra queste ultime, 16,3 milioni sono lavoratori dipendenti, pensionati e percettori di altre forme di reddito (da beni mobili, immobili, ecc.), mentre i rimanenti 2,9 milioni, corrispondenti al 12,7% del totale, svolgono un’attività economica come artigiani, commercianti o liberi professionisti.

Insomma, i lavoratori autonomi, al di là di quanto si creda, non sono un popolo di evasori. Anche se, occorre sottolineare, il conto in questo caso viene fatto su tasse e contributi accertati e non versati. Ovviamente, il “nero” rappresenta un fenomeno diverso, che si può solo stimare. Ma si evidenzia, comunque, come le partite Iva cerchino di rispettare gli impegni con il fisco: solo una su 8 rientra tra gli italiani che non pagano ciò che devono, nonostante i solleciti delle Agenzie di riscossione.

I soldi dovuti e quelli incassabili

Tra il 2000 e il 2024 le tasse, contributi, imposte, bollette, multe, non riscosse dal fisco italiano o da altri enti2 sono pari a 1.274,5 miliardi di euro. Al netto delle persone nel frattempo decedute, delle imprese cessate, dei nullatenenti e dei contribuenti già sottoposti ad azione cautelare/esecutiva, l’importo potenzialmente aggredibile – evidenzia ancora la Cgia -si riduce a poco più di 100 miliardi di euro (7,9 per cento del totale).

La Cgia, inoltre, segnala che il cosiddetto magazzino residuo è composto da 175 milioni di cartelle per un numero complessivo di 291 milioni di crediti. Gli avvisi di addebito e di accertamento esecutivo sono mediamente di importo molto contenuto: il 76% dei singoli crediti, infatti, sono di importo inferiore a 1.000 euro e cubano complessivamente 59 miliardi di euro.

Il record di recupero nel 2024

E questo, nonostante nel 2024 in Italia si sia registrato il recupero più alto di sempre da parte delle Agenzie fiscali, che hanno incassato  26,3 miliardi di euro (+6,5%) che salgono a 33,4 miliardi con gli introiti non erariali. Di questi, il gettito spontaneo risulta a quota 587 miliardi, 43 miliardi in più del 2023.

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