La Sardegna sta vivendo un progressivo riscaldamento, con temperature in aumento e piogge sempre più irregolari. Secondo il rapporto 2023-2024 del dipartimento meteoclimatico dell’Arpas, l’Isola ha registrato un deficit di precipitazioni, concentrato soprattutto nella stagione piovosa, e temperature sopra la media, in linea con il riscaldamento globale.
Piogge in calo e squilibri stagionali
Il report indica che le precipitazioni sono state globalmente inferiori alla media, con una distribuzione molto irregolare. La Sardegna meridionale e orientale hanno sofferto una forte siccità, mentre in alcune aree settentrionali le piogge sono state leggermente sopra la media.
A livello temporale, il periodo piovoso (ottobre-aprile) ha registrato forti carenze di precipitazioni, mentre i mesi successivi (tarda primavera-estate) hanno visto piogge abbondanti. Questo squilibrio ha influenzato gli indicatori di siccità a breve termine, con effetti negativi sulle riserve idriche e sull’agricoltura.
Temperature in aumento: un anno tra i più caldi di sempre
Le temperature hanno superato i valori medi storici, con un incremento che colloca il 2023-2024 tra gli anni più caldi mai registrati in Sardegna.
- Le massime annuali hanno superato i 24°C nelle pianure interne e si sono attestate tra 20°C e 24°C nel resto dell’Isola. In montagna, invece, sono rimaste sotto i 20°C, ma comunque sopra la media.
- Gli incrementi rispetto alle medie storiche sono significativi: tra +1.5°C e +2°C nei settori occidentali e tra +2°C e +2.5°C in quelli orientali e meridionali.
- Particolarmente anomale sono state le temperature massime di ottobre, con valori superiori di 3-4°C rispetto alla norma.
Anche le temperature minime hanno mostrato anomalie positive: le coste hanno registrato valori superiori ai 12°C, con punte di oltre 14°C nelle zone meridionali ed orientali, mentre nelle aree montane si sono attestate tra 6°C e 8°C.
Le conseguenze sulle risorse idriche e l’agricoltura
Dal punto di vista delle risorse idriche, nei primi mesi del periodo analizzato (novembre-febbraio) si è registrato un surplus idrico, mentre nei mesi di ottobre e marzo si sono verificate carenze significative, soprattutto lungo la costa orientale e nel sud della Sardegna. Da aprile, la carenza di piogge ha interessato l’intero territorio, con un’eccezione a settembre, quando nel centro-nord si è registrato un nuovo incremento delle precipitazioni.
L’impatto di queste anomalie si è fatto sentire anche sull’agricoltura. Le scarse piogge autunnali, le temperature elevate e la siccità di aprile hanno messo in difficoltà le coltivazioni. Le grandinate di maggio hanno ulteriormente aggravato la situazione.
Per le vigne, le piogge di fine agosto hanno favorito la formazione di muffe e marciumi, compromettendo la qualità delle uve in alcune zone. Inoltre, la presenza di parassiti come la Cocciniglia (Planococcus ficus) e la Tignola rigata (Cryptoblabes gnidiella) ha creato ulteriori problemi. A settembre, le condizioni meteorologiche hanno favorito la diffusione di Muffa grigia (Botrytis cinerea), marciumi e Oidio, con effetti negativi sulla produzione vinicola.