Clima in Sardegna: meno piogge e più caldo nell’analisi agrometeorologica 2023-2024

Pubblicato il report ARPAS: anomalie termiche e siccità condizionano l’agricoltura isolana

La Regione Sardegna ha diffuso l’ultima Analisi Agrometeorologica e Climatologica dell’ARPAS, relativa al periodo compreso tra ottobre 2023 e settembre 2024, evidenziando le principali criticità climatiche che hanno interessato l’intero territorio regionale. Il report, come ogni anno, analizza l’andamento di precipitazioni e temperature e il loro impatto sulle attività agricole e zootecniche, confermando la tendenza al riscaldamento globale e i suoi effetti sempre più marcati.

Precipitazioni inferiori alla media, soprattutto nel Sud e nell’Est

Il bilancio idrico del periodo è risultato generalmente negativo, con una netta disparità tra le diverse zone dell’Isola. Mentre nel Centro-Nord i valori pluviometrici si sono mantenuti in media o leggermente sopra la norma, il Sud e l’Est della Sardegna hanno sperimentato un deficit idrico marcato, con ricadute dirette sulle coltivazioni e sulla disponibilità di acqua per uso agricolo.

Temperature in aumento su tutto il territorio regionale

Anche il quadro termico ha mostrato significative anomalie. Le temperature massime annuali hanno registrato incrementi compresi tra +1.5°C e +2.5°C, particolarmente accentuati nelle aree orientali e meridionali dell’Isola. Le temperature minime, pur con variazioni più contenute, hanno comunque mostrato un aumento generalizzato tra +0.5°C e +1°C, rispetto al periodo di riferimento 1995-2014. Questi dati si inseriscono nel trend ormai consolidato del cambiamento climatico, con impatti sempre più tangibili su ecosistemi e attività umane.

Effetti diretti sull’agricoltura: semine difficili, malattie e rese variabili

Le condizioni meteorologiche dell’annata hanno avuto ripercussioni significative sul settore agricolo. Le scarse piogge autunnali hanno ostacolato le operazioni di semina e la fase iniziale di sviluppo delle colture autunno-primaverili. Tuttavia, le precipitazioni di fine inverno e primavera hanno permesso un recupero delle rese, in particolare per i cereali autunno-vernini, che hanno mostrato risultati soddisfacenti in molte aree.

Per quanto riguarda le colture arboree, la situazione è stata più complessa. L’olivo, pur beneficiando delle piogge di maggio, ha subito danni da eventi meteorici estremi come le grandinate, oltre a essere esposto a patogeni e malattie. Ancora più critica la situazione per la vite, fortemente colpita da malattie fungine. Le piogge tardive di agosto hanno inoltre favorito lo sviluppo di muffe e marciumi, compromettendo parte della produzione vitivinicola.

Il report ARPAS rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere le interazioni tra clima e agricoltura, offrendo un quadro aggiornato e dettagliato utile per pianificare interventi mirati a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e adattare le pratiche agricole alle nuove condizioni ambientali.

 

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