Dolore e fine vita, al Businco dialogo aperto tra medicina, fede e giustizia

All'ospedale Businco un incontro pubblico per affrontare i temi etici e sanitari legati alla sofferenza e al fine vita

ospedale

Un confronto aperto e multidisciplinare sul tema del dolore e del fine vita si terrà martedì alle 16 presso l’ospedale Businco di Cagliari, in un incontro promosso dal chirurgo toracico Alessandro Murenu dell’Arnas Brotzu. L’evento vedrà la partecipazione di professionisti provenienti da ambiti diversi – medicina, diritto, religione e ricerca – con l’obiettivo di affrontare le sfide sanitarie, etiche e morali che caratterizzano il percorso di cura negli stadi terminali della vita.

Tra i relatori spiccano Aldo Accardo, presidente della Fondazione di ricerca Siotto, Monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, Gilberto Ganassi, sostituto procuratore della Repubblica, Emilio Montaldo, presidente dell’Ordine dei medici di Cagliari, e Maura Carboni, responsabile della Terapia del dolore presso il Businco. Il dibattito sarà moderato dalla chirurga toracica Giulia Grimaldi, in forza all’Arnas Brotzu.

Secondo quanto dichiarato dal direttore generale del Brotzu, Agense Foddis, l’iniziativa vuole evidenziare quanto la sanità non si esaurisca nei protocolli clinici, ma coinvolga aspetti ben più ampi come le convinzioni personali, i diritti fondamentali e le scelte individuali. “La salute – ha sottolineato – è anche una questione di etica e consapevolezza. Solo attraverso il dialogo tra scienza, fede e morale possiamo affrontare con rispetto la complessità della sofferenza umana”.

L’incontro è concepito come una riflessione collettiva sulla necessità di garantire cure che tutelino la dignità della persona, soprattutto nelle fasi più fragili dell’esistenza. Come ha evidenziato Murenu, l’obiettivo è «promuovere una cultura della cura che metta al centro il diritto a non soffrire inutilmente, nel rispetto delle volontà di ciascuno». Una missione che richiede, secondo i promotori, una maggiore integrazione tra i diversi attori coinvolti nei processi decisionali legati al fine vita, per arrivare a soluzioni condivise e realmente orientate al benessere del paziente.

La presenza di figure autorevoli sia del mondo laico che religioso offre un’occasione unica per analizzare da più prospettive il significato di cura, sofferenza e accompagnamento alla fine della vita, in un momento storico in cui questi temi diventano sempre più rilevanti nel dibattito pubblico.

L’incontro è aperto alla cittadinanza e rappresenta un invito a partecipare attivamente a una discussione delicata, ma necessaria, che riguarda tutti: non solo i professionisti della sanità o i decisori istituzionali, ma anche ogni singolo individuo, chiamato prima o poi a confrontarsi con questi temi.

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