Il polo industriale di Portovesme sta affrontando una crisi senza precedenti, con la minaccia di cassa integrazione per tutti i lavoratori di Sider Alloys a partire dal 24 marzo 2025. La situazione ha sollevato preoccupazioni politiche, con il consigliere regionale della Lega, Alessandro Sorgia, che accusa la Giunta regionale di non prendere provvedimenti efficaci. Sorgia ha presentato un’interrogazione urgente alla presidente della Regione Alessandra Todde e all’Assessore all’Industria Emanuele Cani, chiedendo una risposta concreta a quella che definisce l’ennesima crisi del Sulcis Iglesiente, la quale non può essere ignorata ulteriormente.
“Il Sulcis non può continuare a pagare il prezzo della disattenzione e dell’immobilismo”, ha dichiarato Sorgia, sottolineando l’incertezza che sta vivendo la popolazione locale, con centinaia di famiglie in bilico. Il consigliere ha sollecitato misure di emergenza e una strategia a lungo termine per rilanciare la produttività del polo di Portovesme. Tra le sue proposte, Sorgia ha indicato un Piano straordinario per la riconversione industriale, politiche per attrarre nuovi investimenti e un forte sostegno ai lavoratori.
Dall’altro lato, la replica del consigliere regionale del M5S, Gianluca Mandas, ha rimarcato come Sorgia dimentichi le responsabilità del governo leghista precedente. “Il disastro industriale di Portovesme è il frutto di anni di scelte sbagliate e promesse mancate”, ha affermato Mandas, che ha poi elogiato la Giunta Todde per aver riavviato il dialogo con il Governo nazionale e per i tavoli istituzionali riaperti. Secondo Mandas, durante i 5 anni di governo leghista, il partito di Sorgia non ha agito con la stessa determinazione.
Mandas ha inoltre evidenziato che la Giunta Todde sta lavorando per costruire una strategia industriale sostenibile che garantisca lavoro dignitoso per il futuro del Sulcis. A suo avviso, “serve impegno quotidiano, non interrogazioni a effetto”, e ha chiamato alla responsabilità piuttosto che a teatrini politici.
La discussione sul futuro di Portovesme e la crisi che coinvolge migliaia di lavoratori sembra essere destinata a proseguire, con un confronto acceso tra le forze politiche locali. A sollevare ulteriori preoccupazioni è la necessità di trovare soluzioni rapide e concrete, in grado di risollevare il polo industriale e garantire un futuro più stabile per le famiglie della regione.