Nella notte, sono apparse minacce di morte e ingiurie contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fuori dal teatro Oriana Fallaci di Ozieri, dove si stava svolgendo un incontro tra la deputata Barbara Polo e gli studenti del liceo Duca degli Abruzzi. Sui muri della città sono state rinvenute scritte di forte intimidazione, tra cui la frase «Meloni appesa», un chiaro riferimento minaccioso e violento.
La notizia è stata prontamente diffusa dai rappresentanti di Fratelli d’Italia di Sassari, che hanno condannato fermamente l’accaduto. «Se pensano di intimidirci si sbagliano di grosso», ha dichiarato Luca Babudieri, coordinatore cittadino del partito. Giovanni Donzelli, deputato e responsabile dell’organizzazione di FdI, ha aggiunto: «Non ci faremo intimidire. Andiamo avanti per l’Italia», sottolineando la determinazione del partito a proseguire il proprio lavoro nonostante gli episodi di violenza verbale.
Anche il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha condannato l’episodio, definendolo un «gesto vile» che deve essere respinto con fermezza. Il deputato Francesco Mura ha rincarato la dose, affermando che queste azioni non hanno nulla a che vedere con il rispetto delle istituzioni e il dibattito democratico, ma sono il segno di una parte politica che preferisce «metodi intimidatori» invece di confrontarsi con le idee. Mura ha concluso con un appello alla perseveranza: «Non saranno certo scritte sui muri a fermare il nostro impegno per la libertà, la sicurezza e il futuro dei nostri giovani».