La decisione di vietare ai tifosi del Cagliari di assistere alla partita contro l’Empoli ha suscitato forti polemiche in Sardegna, con diverse figure politiche e sportive che hanno espresso il loro disappunto. Alessandra Todde, assessora regionale dei Trasporti, ha duramente criticato la scelta, definendola una discriminazione nei confronti dei sardi. «Non sono accettabili discriminazioni sui sardi solo in quanto sardi», ha dichiarato l’assessora in un post sui social. «La decisione di penalizzare i tifosi del Cagliari è ingiustificabile», ha aggiunto, chiedendo al presidente dell’Empoli di rivedere la sua decisione e auspicando una soluzione rapida e positiva della vicenda.
Questa posizione si è aggiunta a quella del presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, che ha chiesto rispetto per i sardi e ha sottolineato come molti tifosi, già organizzati per la trasferta, rischiano di trovarsi esclusi dallo stadio senza un provvedimento ufficiale. Il club ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà logistiche legate all’insularità, con molti tifosi che hanno già sostenuto spese per voli e traghetti.
La posizione dell’Empoli e la risposta delle autorità
Da parte sua, l’Empoli ha difeso la propria decisione, spiegando che non si trattava di una scelta autonoma del club, ma di una raccomandazione dell’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive (Onms), che suggeriva di non permettere la vendita dei biglietti ai residenti in Sardegna per motivi di sicurezza pubblica. La società ha comunque assicurato che, qualora la situazione cambi e la vendita venga autorizzata, metterà a disposizione i biglietti per i tifosi sardi nel rispetto delle regole e dello spirito sportivo.
Tuttavia, la situazione rimane incerta, con l’Osservatorio Nazionale che ha rimandato la decisione finale al Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms), dopo aver consultato il Questore e il Prefetto di Firenze. La decisione finale potrebbe arrivare solo dopo il vertice che si terrà oggi pomeriggio in Prefettura, creando ulteriori difficoltà per chi aveva già programmato il viaggio.
Le reazioni politiche e istituzionali
Oltre ai dirigenti sportivi, anche la politica sarda ha preso posizione, con numerosi esponenti che hanno condannato la decisione di Empoli. Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, ha parlato di una discriminazione vergognosa nei confronti dei tifosi sardi, sottolineando come i tifosi del Cagliari siano già costretti a mille sacrifici economici e organizzativi per seguire la squadra in trasferta. Cappellacci ha minacciato di presentare atti ispettivi in Parlamento se il provvedimento non venisse annullato.
Anche il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, ha scritto una lettera al presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, chiedendo di superare l’incertezza e di consentire immediatamente l’acquisto dei biglietti per i tifosi sardi. Secondo Comandini, l’atto di bloccare la vendita è ingiustificato e penalizza i tifosi, aggiungendo ulteriore disagio a una situazione già difficile.
Le prospettive per i tifosi
Con soli quattro giorni che separano i tifosi dalla partita, cresce l’incertezza e la preoccupazione tra i sostenitori del Cagliari, che rischiano di rimanere fuori dallo stadio se non verranno adottate soluzioni tempestive. La discriminazione territoriale resta al centro del dibattito, con una parte significativa dell’opinione pubblica sarda che chiede che venga rispettato il diritto di tutti i tifosi di seguire la propria squadra senza ostacoli basati sulla provenienza geografica.