Finanziaria sarda, 9 milioni a Cagliari per i rifiuti: scoppia la polemica politica

Approvato l’emendamento che assegna fondi esclusivi al capoluogo. Il centrodestra accusa: «Operazione elettorale mascherata». Ma la giunta Todde difende la scelta

Un maxi stanziamento da 9 milioni di euro per la gestione dei rifiuti nel Comune di Cagliari ha acceso lo scontro politico attorno alla prima legge finanziaria della giunta regionale guidata da Alessandra Todde. L’emendamento, approvato nella notte insieme alla manovra finanziaria da 10 miliardi di euro, arriva con quattro mesi di ritardo sulla tabella di marcia ma con effetti immediati: tensione alle stelle tra maggioranza e opposizione.

Il provvedimento assegna risorse straordinarie solo al capoluogo sardo, con la motivazione ufficiale che Cagliari è la città più frequentata dell’isola, vissuta quotidianamente da lavoratori e studenti non residenti, che ne usufruiscono senza però contribuire alla raccolta differenziata attraverso la TARI. L’obiettivo sarebbe quindi quello di alleggerire la pressione fiscale sui residenti, oggi chiamati a coprire anche i costi di chi “sporca ma non paga”.

Tuttavia, la situazione attuale presenta molte contraddizioni: la tassa sui rifiuti è aumentata, il servizio di raccolta presenta criticità e la città è spesso sporca, con malumori crescenti tra i cittadini e i commercianti. Di conseguenza, lo stanziamento, pur giustificato come emergenziale, viene visto da molti come un’operazione a forte connotazione politica.

Le accuse del centrodestra

Le opposizioni, in particolare il centrodestra, contestano apertamente i 9 milioni, sostenendo che dietro la scelta ci sia un tentativo di rafforzare i legami interni alla maggioranza, in vista di futuri appuntamenti elettorali. A far discutere è anche la tempistica dell’operazione, arrivata dopo che i Progressisti di Massimo Zedda, inizialmente schierati con Renato Soru, hanno convergiuto all’ultimo minuto nel campo largo a sostegno di Todde.

Un passaggio chiave, secondo l’opposizione, che avrebbe garantito la vittoria della 5 Stelle alle regionali e che ora verrebbe “ricompensato” con risorse dirette al Comune di Cagliari, da sempre roccaforte progressista.

A rincarare la dose ci sono anche le prossime elezioni comunali di Nuoro, previste fra due mesi. Il candidato del centrosinistra è un esponente del Movimento 5 Stelle, e il timore del centrodestra è che lo schema della vittoria regionale venga replicato anche a livello locale, magari con nuovi incentivi finanziari ad hoc per consolidare alleanze e consensi.

La replica della giunta

Da parte sua, la giunta regionale difende la scelta, parlando di una misura tecnica, necessaria per riequilibrare i costi di un capoluogo che serve l’intera area metropolitana. L’amministratore pubblico di Cagliari, infatti, si trova ogni giorno a gestire volumi di rifiuti prodotti da decine di migliaia di persone non registrate nel sistema contributivo locale.

Tuttavia, resta il paradosso di una città che riceve risorse straordinarie mentre versa in condizioni critiche in termini di decoro urbano e funzionalità del servizio, e dove la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni è messa a dura prova.

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