“Quando noi ci uniamo e superiamo la rassegnazione, riusciamo in missioni che prima sembravano impossibili”. Con queste parole, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha concluso il suo intervento durante le celebrazioni ufficiali di “Sa die de Sa Sardigna 2025”, tenutesi questa mattina presso il Consiglio regionale. Una giornata carica di significato, aperta dall’esecuzione degli inni ufficiali – sardo, italiano ed europeo – e arricchita dalle esibizioni del coro del Teatro Lirico, che ha interpretato anche “No potho reposare” e il celebre “Va pensiero” di Giuseppe Verdi.
La cerimonia è stata inaugurata formalmente dal presidente del Consiglio regionale, seguito dall’intervento dell’assessora alla Cultura, Ilaria Portas, che ha portato i saluti della Regione utilizzando anche la lingua sarda. Portas si è rivolta in particolare agli studenti presenti, provenienti dagli istituti superiori “Ciusa” di Nuoro e “Muggianu” di Orosei, e al coro dell’Università della terza età di Sestu. “Solo conoscendo la nostra storia possiamo comprendere chi siamo”, ha sottolineato, invitando i giovani a studiare le radici dell’identità sarda.
Nel suo discorso conclusivo, Todde ha tracciato una linea chiara per il futuro dell’isola: “Dobbiamo individuare e contrastare le forze ostili al cambiamento e allo sviluppo della Sardegna”, ha detto la presidente, lanciando un appello alle migliori forze civili e politiche. L’obiettivo è quello di combattere una “battaglia moderna” per la piena applicazione dell’autonomia regionale e per garantire un futuro di prosperità all’isola.
“Insieme, con unità, orgoglio e speranza, possiamo rendere la Sardegna una terra prospera, giusta, innovativa e aperta”, ha concluso Todde. Un messaggio di unità e fiducia, volto a trasformare la condizione insulare da presunto limite a singolare ricchezza.