Un nuovo sopralluogo della Polizia è stato effettuato presso il cimitero di San Michele, teatro di un inquietante episodio che ha scosso la comunità locale: la profanazione di quattro tombe, scoperta sabato scorso. Gli investigatori della Squadra Mobile, affiancati dagli specialisti della Scientifica e dalle volanti, hanno esaminato con attenzione l’area, concentrandosi soprattutto sui rifiuti abbandonati nelle immediate vicinanze.
All’interno di alcuni cestini sono stati rinvenuti oggetti di scarso valore, che si ipotizza possano essere stati lasciati dagli stessi profanatori nel corso della fuga. Sebbene il ritrovamento non abbia ancora fornito elementi determinanti, ha permesso agli esperti di avviare specifici accertamenti di laboratorio per rilevare eventuali tracce utili all’identificazione dei responsabili.
L’indagine rimane aperta su diversi fronti. Restano da chiarire le motivazioni che hanno portato a un simile gesto: si è trattato di un furto mirato e su commissione? Una vendetta? Oppure l’episodio è solo la punta dell’iceberg di una serie di incursioni sistematiche mai denunciate prima?
A dominare, per ora, è l’angoscia dei parenti delle vittime. I familiari dei defunti si sono radunati anche ieri presso il camposanto, chiedendo risposte rapide e, soprattutto, un potenziamento delle misure di sicurezza. Particolarmente numerosa la presenza di cittadini di etnia rom, che sin dal giorno della scoperta si sono stretti in veglia e protesta, chiedendo giustizia per i loro cari violati.
Il clima al cimitero di San Michele è ancora teso, tra il dolore delle famiglie colpite e l’incertezza generata da un atto che non trova, al momento, né colpevoli né una chiara motivazione. Le forze dell’ordine, tuttavia, hanno assicurato il massimo impegno per fare luce sulla vicenda e prevenire eventuali nuovi episodi.