Il lungo viaggio di Sant’Efisio si conclude oggi, con il ritorno nella sua chiesa di Stampace a Cagliari dopo un pellegrinaggio di quattro giorni che ha attraversato l’anima della Sardegna. Partito il primo maggio, il simulacro del Santo ha toccato le tappe tradizionali: Giorgino, Maddalena Spiaggia, Villa d’Orri, Sarroch, Villa San Pietro, Pula e Nora, portando con sé un messaggio di fede e identità che ogni anno si rinnova.
Oggi il rientro avverrà in una sola giornata, un percorso intenso e raccolto che segna la conclusione del voto fatto 369 anni fa dai cagliaritani in segno di gratitudine per la liberazione dalla peste. Ad accoglierlo ci saranno migliaia di fedeli, ma il clima sarà diverso rispetto all’andata: meno festoso, più intimo, in un’atmosfera di silenzioso raccoglimento.
Il ritorno rappresenta il momento più spirituale del rito, quello in cui la celebrazione collettiva lascia spazio al ringraziamento individuale, alla preghiera silenziosa, al bilancio interiore. Se la partenza è un tripudio di colori, suoni e partecipazione popolare, il rientro è l’essenza della fede raccolta e della promessa mantenuta.
La processione di ritorno chiude ufficialmente il pellegrinaggio del Santo più amato dai sardi, e rinnova il legame profondo tra Cagliari e Sant’Efisio, un rapporto fatto di tradizione, devozione e storia. È un appuntamento che unisce generazioni e territori, trasformando il cammino in un evento che va oltre la religione per diventare parte viva dell’identità isolana.
Il corteo rientrerà a Cagliari attraversando i luoghi già visitati nei giorni precedenti, ma con un passo diverso, più sobrio e raccolto, culminando con l’ingresso nella chiesetta di Stampace, dove il simulacro verrà accolto nel silenzio devoto dei fedeli.