Sant’Efisio, nuove regole per proteggere il simulacro: stop ai selfie e divieto di toccarlo

Dopo il danneggiamento della statua, Arciconfraternita e Soprintendenza al lavoro su un disciplinare per garantire sicurezza e rispetto durante la processione

La 369ª Festa di Sant’Efisio si è appena conclusa, ma già si lavora per l’edizione futura: al centro delle attenzioni, la protezione del simulacro seicentesco del Santo. Dopo l’incidente avvenuto a Villa San Pietro, dove l’indice della mano destra della statua è stato spezzato durante le operazioni di rientro nella teca, Arciconfraternita e Soprintendenza sono al lavoro per stilare un disciplinare ufficiale.

L’obiettivo è duplice: tutelare un’opera d’arte di straordinario valore storico e garantire al tempo stesso il rispetto del culto e della devozione popolare. La nuova regolamentazione riguarderà sia i giorni della processione che le fasi di movimentazione del simulacro, con linee guida più rigorose per preservarne l’integrità.

Le principali novità in arrivo

Tra le misure in fase di definizione, figurano:

  • Riduzione delle fermate del cocchio durante il tragitto;

  • Limitazioni al numero di persone autorizzate a seguire il simulacro fuori dalla teca;

  • Divieto assoluto di toccare la statua, anche per motivi devozionali;

  • Stop ai selfie e alle fotografie ravvicinate con il simulacro una volta fuori dalla teca;

  • Solo personale specializzato e autorizzato sarà incaricato di manovrare la statua durante le fasi di spostamento.

«Ci sono alcune cose da sistemare», ha dichiarato Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita di Sant’Efisio, aggiungendo che si lavorerà in stretta collaborazione con la Soprintendenza per tutelare il simulacro e tramandare correttamente il culto alle nuove generazioni.

Una statua tra fede e patrimonio

Il simulacro di Sant’Efisio è un’opera sacra realizzata nella metà del Seicento, ed è considerato uno dei simboli più rappresentativi della spiritualità e della cultura della Sardegna. La sua esposizione durante la processione è da sempre un momento centrale della Festa, ma anche un’occasione di contatto ravvicinato che, nel tempo, ha messo a rischio la sua conservazione.

L’incidente di quest’anno ha riacceso il dibattito sulla necessità di conciliare devozione e tutela, promuovendo un approccio più consapevole alla gestione del patrimonio religioso. Le nuove regole saranno dunque pensate non per limitare la partecipazione, ma per garantire che il simulacro possa continuare a essere venerato in sicurezza per molti anni ancora.

Il disciplinare sarà redatto nei prossimi mesi, con l’obiettivo di essere applicato a partire dalla prossima edizione della Festa di Sant’Efisio. Una svolta necessaria, secondo gli organizzatori, per preservare il valore culturale e religioso di un rito che coinvolge l’intera isola.

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