Scoppia la protesta dei genitori per la chiusura anticipata della scuola dell’infanzia Satta, situata nel centro cittadino, a causa di lavori di adeguamento antincendio rinviati dal 2019. Con una delibera approvata e comunicata in data 8 maggio, il consiglio d’istituto ha disposto il trasferimento delle attività scolastiche nel plesso di via Falzarego a partire dal 9 giugno, imponendo una riduzione dell’orario scolastico fino alle 13:00 e la sospensione del servizio mensa.
Una scelta che ha colto impreparati molti genitori, costretti ora a riorganizzare impegni familiari e lavorativi. “Se l’edificio non era a norma, doveva essere chiuso a inizio anno”, ha dichiarato Enrico Lobina, padre di una bambina iscritta e già consigliere comunale. “Le famiglie hanno pianificato la loro vita contando su un servizio garantito fino al 29 giugno, completo di orario e mensa. Ora ci troviamo senza alternative, ed è un’interruzione di pubblico servizio.”
Le critiche non si limitano solo alla comunicazione tardiva, ma riguardano anche le ripercussioni economiche sulle famiglie, costrette a ricorrere a soluzioni d’emergenza. “Chi coprirà i costi delle baby-sitter per le ore scoperte?”, si chiede Lobina. “È inaccettabile che siano ancora una volta le famiglie a doverne pagare le conseguenze.”
L’intervento, reso urgente dalla necessità di mettere in sicurezza l’edificio, era previsto da anni ma mai avviato, lasciando oggi un margine ristretto per soluzioni condivise. Il plesso di via Falzarego, individuato come sede alternativa, non potrà garantire gli stessi standard di servizio, soprattutto per quanto riguarda la mensa, elemento essenziale per molte famiglie.
Le famiglie chiedono chiarezza, compensazioni e maggiore coinvolgimento nelle decisioni future, denunciando una gestione che appare improvvisata e poco attenta ai bisogni reali della comunità scolastica. Al momento, né la scuola né l’amministrazione comunale hanno comunicato un piano di supporto o misure compensative.