Il 2024 si chiude con numeri da primato per il turismo in Sardegna, che registra quasi 4,5 milioni di arrivi e un totale di 18,86 milioni di presenze, con una permanenza media di 4,25 giorni. A rilevarlo è il report del Ross1000, il sistema regionale di monitoraggio dei flussi turistici, che mostra un aumento del 15,4% delle presenze rispetto al 2023, segnando risultati “straordinari e inaspettati”, come ha commentato l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu.
Un dato che più di altri certifica la destagionalizzazione del turismo in Sardegna è la crescita dei flussi in ottobre, novembre e dicembre, mesi in cui l’isola ha dimostrato una rinnovata capacità di attrarre visitatori, smentendo l’idea che il turismo sardo sia limitato alla sola stagione estiva. “La Sardegna – ha dichiarato Cuccureddu – non è solo mare: i numeri confermano il potenziale di un’offerta diversificata che stiamo sostenendo con campagne mirate e promozione dei grandi eventi, come quelli del Capodanno”.
Il 53% delle presenze proviene dall’estero, superando per la prima volta i turisti italiani (47%), che restano comunque in crescita con +8,3% e 8,9 milioni di presenze. Impressionante, invece, il +22,6% dei turisti stranieri, che salgono a quasi 10 milioni. Tra i mercati esteri, si segnala in particolare la crescita esponenziale del turismo dagli Stati Uniti, che diventa il primo mercato extra-europeo, con un ulteriore +36% nel 2024, dopo il +27% del 2023. Gli americani sono ora noni nella classifica generale dei mercati per la Sardegna.
Il mercato europeo più rilevante resta la Germania, con 2,7 milioni di presenze (+23%), seguita dalla Francia, con 1,3 milioni (+17,5%). Molto bene anche la Svizzera, che supera le 900 mila presenze e si conferma primo mercato in rapporto alla popolazione. In forte espansione anche il Regno Unito, con oltre 700 mila presenze, e la Polonia, che balza a 440 mila con un +50% rispetto all’anno precedente. Seguono Spagna, Canada, Australia, Brasile e Argentina.
Sul fronte nazionale, la Lombardia guida la classifica con 2,2 milioni di presenze e una permanenza media di 5,8 giorni, seguita da Sardegna (residenti), Lazio (+8,5%) e Piemonte (+11,5%).
A livello territoriale, il Nord Sardegna è l’area con maggior numero di presenze (9,7 milioni, +19%), seguita dal Sud Sardegna con quasi 3 milioni (+16%) e dalla provincia di Nuoro, che, includendo l’Ogliastra, supera anch’essa i 3 milioni (+10%). La Città Metropolitana di Cagliari cresce del 15%, raggiungendo i 2,2 milioni di presenze, mentre Oristano si avvicina al milione.
Tra i comuni, Alghero è quello con più presenze: oltre 1,5 milioni, in aumento del 16%. Seguono Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Orosei, Villasimius, Budoni, Muravera, Palau, Tortolì, Pula, Dorgali e Santa Teresa Gallura.
Nel comparto ricettivo, l’offerta alberghiera ha registrato 2,5 milioni di arrivi e 10 milioni di presenze, con ottime performance soprattutto per le strutture a 4 stelle e superiori. Ma è il settore extra-alberghiero a crescere maggiormente, con 8,7 milioni di pernottamenti. Da segnalare in particolare il boom degli affittacamere (+30%, 800 mila presenze) e dei villaggi turistici (+27,5%, 570 mila presenze). Importante anche il contributo degli alloggi privati in affitto, che grazie all’obbligo del Codice Identificativo Nazionale (CIN) hanno fatto emergere circa 600 mila arrivi e 3,3 milioni di presenze (+42%).
La Sardegna, dunque, chiude il 2024 con un bilancio turistico da record, confermandosi non solo come destinazione balneare, ma come meta completa e in grado di attrarre turismo tutto l’anno, puntando sulla qualità dell’offerta, sull’accoglienza e su una promozione mirata e strutturata.