La gestione della sanità in Sardegna torna al centro delle critiche politiche con l’attacco del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Corrado Meloni. Secondo Meloni, il cosiddetto “mantra” del Movimento 5 Stelle sulla “politica fuori dalla sanità” si è rivelato un fallimento. In particolare, il consigliere evidenzia come la maggioranza di centrosinistra abbia sacrificato i conti pubblici rinviando di quattro mesi la Finanziaria per approvare una riforma sanitaria controversa e procedere con la nomina dei commissari delle aziende sanitarie.
Meloni sottolinea inoltre le divisioni interne al centrosinistra: «Litigano sulle nomine, con i pentastellati padroni assoluti a discapito del Pd». L’esponente del centrodestra ha espresso forte preoccupazione per la riunione di maggioranza convocata oggi, ricordando come, a due mesi dall’approvazione della riforma, l’operatività delle aziende sanitarie resti paralizzata e i commissari abbiano una durata di soli sei mesi. Per Meloni, questi fatti costituiscono elementi sufficienti per considerare un fallimento la gestione sanitaria guidata da Todde e Bartolazzi, con possibili conseguenze politiche per entrambi.
A rincarare la dose è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, che richiama un precedente problematico in Campania legato alle nomine nelle aziende sanitarie: “Suggerisco ai commissari di procedere subito con la nomina dei direttori sanitari e amministrativi, anche per evitare situazioni simili a quelle vissute anni fa con presunte pressioni sul direttore generale di un’azienda ospedaliera campana”.
L’ex sindaco di Cagliari conclude sottolineando come, a oltre un anno dall’insediamento della Giunta regionale, le polemiche sulla sanità si siano fatte eccessive e improduttive. Secondo Truzzu, la Giunta e la maggioranza dovrebbero concentrarsi urgentemente sui problemi concreti della sanità sarda, ormai aggravati nelle ultime settimane, come dimostrano le numerose manifestazioni di cittadini e amministratori disperati in tutta l’isola.