Sardegna: nuove linee guida per la concessione dei contributi alle famiglie nei comuni sotto i 5000 abitanti

Misure anti-spopolamento per incentivare la natalità e contrastare il declino demografico

A partire dal 2025, le famiglie che risiedono o decidono di trasferire la propria residenza nei comuni con una popolazione inferiore ai 5000 abitanti in Sardegna potranno beneficiare di nuove linee guida semplificate per la concessione dei contributi destinati a ogni nuovo nato, adottato o affidato. La delibera approvata dalla Giunta regionale prevede l’erogazione di risorse per sostenere le politiche familiari nei piccoli centri dell’isola, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e incentivare la natalità.

L’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, ha spiegato che a partire da quest’anno le risorse saranno trasferite ai comuni in due tranche di pari importo, previa verifica dei dati Istat sui bambini residenti nei piccoli comuni. “Puntiamo moltissimo su questo provvedimento per arginare il fenomeno dello spopolamento,” ha dichiarato Bartolazzi, evidenziando l’importanza di garantire il diritto alla mobilità e di favorire lo sviluppo socio-economico delle aree più svantaggiate.

Importo dei contributi:

  • 600 euro mensili per il primo figlio nato fino al quarto anno d’età.

  • 400 euro mensili per ogni figlio successivo, fino al quinto anno.

Questa misura è una risposta a un problema demografico urgente. Nel 2023, la Sardegna ha registrato il tasso di natalità più basso in Italia, con solo 4,9 nati ogni mille abitanti, rispetto alla media nazionale di 6,7. Secondo Bartolazzi, questa tendenza non è solo demografica ma anche economica e sociale, motivo per cui il provvedimento intende favorire lo sviluppo di servizi e infrastrutture nei comuni soggetti a spopolamento.

Misure integrate per lo sviluppo delle comunità
Il programma non si limita a un intervento assistenziale, ma si propone di favorire lo sviluppo di servizi attivi e di creare infrastrutture che possano sostenere le politiche familiari, contribuendo alla stabilità sociale ed economica delle aree interne. Tra gli obiettivi, l’inserimento sociale delle famiglie attraverso il monitoraggio della stabilità residenziale, occupazionale, educativa e del reddito.

Inoltre, la misura prenderà in considerazione la famiglia come un nucleo all’interno di una comunità stratificata e multigenerazionale, con strumenti per l’invecchiamento attivo e il sostegno degli anziani, anche tramite l’uso di tecnologie innovative come la domotica.

Prospettive future
“Questo è un provvedimento ambizioso,” ha concluso Bartolazzi, sottolineando che l’efficacia dell’iniziativa sarà monitorata nel tempo, con l’obiettivo di misurare i cambiamenti nel territorio sotto il profilo della crescita dei servizi, dell’economia e dell’occupazione. Il provvedimento mira a dare una risposta concreta al declino demografico e a rilanciare le aree interne della Sardegna attraverso un sviluppo territoriale e sociale sostenibile.

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