Troppi camion sulla Selargius-Ussana: stop ai lavori del Tyrrhenian Link

Il traffico di 150 tir al giorno ha devastato la strada di campagna, causando la sospensione dei lavori per la posa del cavo elettrico sottomarino

Il passaggio quotidiano di oltre 150 camion ha danneggiato gravemente la strada Selargius-Ussana, costringendo il Comune a bloccare i lavori del Tyrrhenian Link, l’imponente progetto di interconnessione elettrica tra Sardegna, Sicilia e Campania. La viabilità locale è collassata sotto il peso del traffico pesante, legato all’operazione di scavo e posa del cavo a cura di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale.

Il sindaco Gigi Concu ha firmato un’ordinanza urgente per vietare il transito dei mezzi pesanti, intimando alla società responsabile il ripristino immediato delle condizioni originarie della strada. Terna, da parte sua, ha riconosciuto le responsabilità per i danni causati, accettando di intervenire per sistemare la viabilità compromessa.

La questione infrastrutturale si somma a una serie di contestazioni già attive da mesi. Il comitato locale “No Tyrrhenian Link” denuncia da tempo l’impatto ambientale del progetto. Secondo i residenti e gli attivisti, il cavo elettrico non è compatibile con la vocazione agricola del territorio, noto per le coltivazioni di vite e piante autoctone come il cappero. In particolare, viene criticata l’invasività delle opere nei pressi di aree considerate di valore archeologico, con il timore che i lavori possano danneggiare siti storici ancora inesplorati.

Il Tyrrhenian Link rappresenta uno dei più importanti progetti infrastrutturali nel settore energetico italiano, con l’obiettivo di rendere più efficiente la rete di trasmissione elettrica tra le isole e la penisola. Tuttavia, l’esecuzione delle opere sta generando forti tensioni con le comunità locali, preoccupate per le conseguenze ambientali, paesaggistiche e culturali di un’opera tanto imponente.

Ora il dibattito si concentra su quale sia il limite accettabile dell’impatto locale di un’opera nazionale, e se le misure compensative promesse da Terna possano realmente bilanciare i danni già inflitti a strade, coltivazioni e al tessuto sociale del territorio

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