La scadenza del servizio di continuità territoriale aerea, prevista per ottobre 2025, sarà quasi certamente oggetto di una proroga tecnica. Una misura che consentirebbe a Regione Sardegna e Ministero dei Trasporti di avere più tempo per predisporre e bandire la nuova gara, fondamentale per garantire collegamenti aerei stabili e tariffe agevolate tra l’Isola e la Penisola.
Secondo fonti istituzionali, la proroga dovrebbe coprire il periodo fino ad aprile 2026, data in cui si prevede l’entrata in vigore del nuovo regime, auspicabilmente più solido e affidabile rispetto all’attuale.
Tuttavia, la transizione non sarà priva di ostacoli. A preoccupare non sono solo i tempi tecnici, ma anche l’effettiva disponibilità di Aeroitalia ad accettare l’estensione del contratto in essere. «Una possibilità remota, ma non del tutto da escludere», avverte Roberto Devoto, docente di Trasporti Aerei all’Università di Cagliari. «In ogni caso, questa incertezza mostra chiaramente quanto la compagnia aerea sia in posizione di forza: senza proroga, si tornerebbe al mercato libero, con tutte le incognite del caso su tariffe e frequenze».
Nel frattempo, le polemiche sul servizio attuale non accennano a diminuire. Ritardi, voli cancellati, disagi per i passeggeri e scarsa affidabilità operativa continuano ad alimentare la protesta di cittadini, comitati e sindacati, che chiedono una revisione delle regole anche nella fase di transizione.
Alcuni esperti del settore propongono già correzioni “intermedie” che potrebbero essere introdotte in occasione della proroga, ad esempio modifiche agli orari e una maggiore disponibilità di posti nei periodi di punta. Ma tutto dipenderà dalla volontà politica e dalla capacità della Regione di negoziare con i vettori attualmente operativi.
Il rischio, nel frattempo, è che la proroga diventi un semplice rattoppo a un modello che ha dimostrato più di una criticità, lasciando ancora una volta i sardi in balia di un sistema che non riesce a garantire pienamente il diritto alla mobilità.