Un blitz di CasaPound ha turbato l’avvio del festival letterario Marina Cafè Noir, in programma da questa sera al Bastione di Saint Remy a Cagliari. Questa mattina, sopra il logo della rassegna culturale, è stato affisso uno striscione con la scritta “Remigrazione, inverti la rotta”, accompagnato dai simboli del gruppo di estrema destra, noto per le sue posizioni neofasciste e anti-immigrazione.
L’azione ha subito suscitato forti reazioni politiche e civili, soprattutto per la palese contrapposizione tra il messaggio esposto e i valori promossi dal festival, che quest’anno si presenta con il tema “Mappe dei tempi nuovi”, richiamo esplicito a un futuro inclusivo, multiculturale e progressista.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata la consigliera comunale del Partito Democratico, Marta Mereu, che ha definito l’episodio “inaccettabile”, sottolineando con forza come “non ci possa essere alcuna tolleranza per chi si richiama ai tempi peggiori della nostra storia”. In un post diffuso sui social, Mereu ha ricordato anche quanto avvenuto solo un mese fa presso il liceo Siotto, dove manifestazioni simili avevano già sollevato polemiche.
“La nostra città è libera, democratica, antifascista e accogliente”, ha dichiarato la consigliera, ribadendo la necessità di condannare senza ambiguità ogni rigurgito autoritario. Secondo Mereu, l’attuale clima politico nazionale alimenterebbe ambiguità e complicità verso questi fenomeni, compromettendo la difesa dei valori costituzionali.
L’episodio assume un significato ancora più forte per il luogo e il contesto scelti. Il Bastione di Saint Remy, punto simbolico e panoramico della città, è stato teatro di un atto chiaramente provocatorio, in un momento in cui si preparava una manifestazione culturale dedicata alla riflessione, al dialogo e alla pluralità. Il festival Marina Cafè Noir, giunto alla sua ennesima edizione, rappresenta da anni un punto di riferimento nel panorama culturale sardo, con eventi che spaziano tra letteratura, musica, teatro e diritti civili.
Al momento non si segnalano rivendicazioni ufficiali da parte del gruppo protagonista dell’affissione, ma la firma e la matrice ideologica sono evidenti. Le forze dell’ordine hanno provveduto alla rimozione immediata dello striscione e potrebbero aprire un fascicolo per verificare eventuali responsabilità penali legate all’iniziativa non autorizzata.
Intanto, si attende l’avvio del festival, che si svolgerà regolarmente e sarà ancora più simbolico alla luce dell’accaduto, come risposta civile e culturale a ogni tentativo di intolleranza. Le associazioni promotrici non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma è probabile che l’episodio trovi spazio nel dibattito pubblico all’interno della rassegna.