L’estate 2025 in Sardegna si è aperta con un’ondata di calore senza precedenti, che ha già fatto segnare temperature record per il mese di giugno. A determinare la situazione è l’anticiclone subtropicale Pluto, che ha investito l’intera isola portando con sé aria rovente, punte oltre i 40°C e un livello di umidità tale da rendere quasi irrespirabile l’aria nelle ore centrali della giornata.
Secondo gli esperti, il picco di questa prima fase si è raggiunto oggi, con una temperatura percepita superiore ai 45 gradi in diverse aree interne e costiere del sud Sardegna, dove si registra un forte disagio fisico per la popolazione. Gli effetti si avvertono ovunque: dalle città alle campagne, con impatti anche su salute, lavoro e consumi energetici.
Caldo opprimente, notti tropicali e aria irrespirabile
Le notti non offrono tregua: i valori minimi raramente scendono sotto i 26-28°C, condizione che genera le cosiddette “notti tropicali”, rendendo difficile riposare anche nelle prime ore del mattino. Gli esperti segnalano una combinazione micidiale di alte temperature e umidità relativa, in grado di innalzare significativamente la percezione del caldo e di accrescere il rischio per le categorie più fragili, come anziani e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari.
Vento di maestrale, ma nessun sollievo
A complicare ulteriormente il quadro, l’arrivo del maestrale, che normalmente porta refrigerio, stavolta peggiorerà la situazione. Il vento, soffiando da nord-ovest, disperderà e diffonderà ulteriormente le sacche di aria calda, aggravando il disagio soprattutto nelle zone interne e nelle vallate.
Dieci giorni di fuoco: allerta massima
Le previsioni meteorologiche per i prossimi dieci giorni non lasciano spazio all’ottimismo: il caldo estremo continuerà almeno fino alla fine di giugno, con condizioni da bollino rosso in tutta la regione. Le autorità sanitarie rinnovano l’appello a limitare gli spostamenti durante le ore più calde, bere molta acqua, evitare sforzi fisici all’aperto e utilizzare sistemi di raffrescamento nei luoghi chiusi.
I centri commerciali e le spiagge diventano per molti gli unici rifugi dal caldo, mentre nei centri urbani cresce la domanda di energia elettrica per alimentare climatizzatori e ventilatori, con conseguenti rischi per la tenuta delle reti.
A rischio anche l’agricoltura
L’ondata di calore ha già iniziato a colpire il comparto agricolo, soprattutto nelle province di Oristano e Medio Campidano, dove si segnalano primi danni a colture stagionali e stress idrico per il bestiame. I sindacati di settore chiedono alla Regione di valutare misure straordinarie di sostegno e interventi immediati per la tutela dei lavoratori nei campi e nei cantieri esposti al sole.