Poetto, l’altra tassa dell’estate: i parcheggiatori abusivi chiedono soldi e minacciano chi rifiuta

Alla Quarta Fermata i posteggi diventano “territorio controllato”: offerte obbligatorie e intimidazioni. I residenti chiedono più controlli

Due euro per “evitare problemi”, cinque se vuoi un sorriso. Ma se non paghi, arrivano insulti e minacce. Succede a Cagliari, nella zona del Poetto, in particolare alla Quarta Fermata, dove con l’arrivo della stagione balneare tornano i parcheggiatori abusivi, determinati a imporre una loro “tassa” ai bagnanti in cerca di un posto auto.

Chi si rifiuta di pagare, raccontano i residenti e alcuni automobilisti, viene seguito, molestato verbalmente, persino minacciato. Le scene si ripetono soprattutto nei pomeriggi e nei fine settimana, con decine di auto parcheggiate in modo selvaggio: su aiuole, strisce pedonali, incroci, perfino nel piazzale della chiesa della Vergine della Salute. Una zona ormai gestita come un parcheggio privato da chi non ne ha alcun titolo.

“Un’offerta ce la lasci? A noi svolti la giornata”, è la frase-tipo. L’obiettivo dichiarato è almeno due euro, anche se spesso la cifra “consigliata” sale fino a cinque. In cambio, spiegano, garantiscono la custodia dell’auto e il posto sicuro. Ma non è raro che, in assenza di offerte, i toni si facciano minacciosi: qualcuno insinua che l’auto possa essere danneggiata.

Il signor Luciano, residente in zona, racconta un episodio recente: due uomini volevano far parcheggiare la sua auto in divieto, davanti a un incrocio. Quando lui e la moglie hanno rifiutato e scelto uno stallo regolare, sono stati inseguiti e insultati. Solo l’arrivo di una Volante ha placato gli animi.

Le forze dell’ordine sono intervenute anche nelle scorse settimane a Marina Piccola, dove un gruppo di abusivi cercava di “gestire” la parte finale del parcheggio sterrato. Ma gli interventi sembrano avere effetti solo temporanei: la sensazione diffusa è che, dopo ogni blitz, gli abusivi ritornino puntualmente nel fine settimana successivo.

Una situazione differente si registra sempre a Marina Piccola, dove vive Sergio, ex circense con residenza riconosciuta da 13 anni in un terreno che ospita anche una colonia felina certificata dalla Asl e alcune caprette. Qui, spiega lui stesso, non si impone nulla: “Solo offerta libera, nessun obbligo. Noi non siamo abusivi”, afferma. Il terreno è curato, protetto da un recinto con telecamere, e frequentato da automobilisti che apprezzano il servizio volontario e la pulizia. “Nel weekend, i posti si riempiono tutti”, aggiunge.

Intanto cresce il malcontento tra residenti e cittadini, che chiedono un piano più strutturato di controllo e contrasto del fenomeno, e più sicurezza per chi sceglie di trascorrere qualche ora di relax al mare. I blitz isolati non bastano: serve una presenza continua delle autorità, per garantire legalità e tranquillità in una delle mete estive più frequentate della città.

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