Per decenni, l’estate italiana ha avuto un protagonista ben preciso: l’anticiclone delle Azzorre, simbolo di un clima caldo ma stabile, temperato dalle correnti oceaniche. Ma da qualche anno, quella figura meteorologica familiare è stata progressivamente sostituita da una nuova presenza dominante, ben più aggressiva: gli anticicloni africani, che portano ondate di calore sempre più estese e persistenti.
È questo lo scenario attuale anche in Sardegna, dove l’alta pressione in atto – la seconda dell’estate 2025 – sta causando temperature oltre i 40 gradi e un’afa soffocante destinata a durare ancora per diversi giorni.
A differenza dell’anticiclone delle Azzorre, che in passato portava estati più miti e ventilate, la nuova figura dominante che agisce sul bacino del Mediterraneo nasce nel cuore dell’Africa, attraversa il Sahara e raggiunge l’Italia portando masse d’aria roventi, spesso cariche di polveri sahariane. Queste intrusioni subtropicali sono più forti, più frequenti e molto più durature, incidendo in modo diretto sulla vivibilità delle città e sulle condizioni climatiche delle aree costiere e interne.
In Sardegna, il caldo ha già superato le due settimane consecutive, con pochi segnali di attenuazione. Il fenomeno è strettamente connesso ai cambiamenti climatici globali, che alterano la circolazione atmosferica, spostano verso nord le fasce subtropicali e rendono sempre più rare le “vecchie” estati mediterranee, con escursioni termiche più contenute e pause rinfrescanti. In questo contesto, le ondate di calore di origine africana non sono più l’eccezione, ma una nuova costante stagionale, con impatti diretti sull’agricoltura, sull’ambiente naturale e sulla qualità della vita.