Due cittadini nigeriani sono stati arrestati all’aeroporto di Elmas dai Carabinieri della Compagnia di Cagliari, con il supporto della Polizia di Frontiera Aerea, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio svolto all’interno dell’area aeroportuale. I due uomini, appena sbarcati da un volo proveniente da Milano, sono stati trovati in possesso di numerosi ovuli contenenti cocaina, ingeriti per eludere i controlli.
Decisivo è stato l’atteggiamento sospetto dei due viaggiatori, che ha insospettito i militari e portato a una perquisizione personale, seguita da accertamenti sanitari mirati. Le verifiche mediche hanno confermato i timori: uno dei due uomini trasportava 17 ovuli di cocaina per un peso complessivo di circa 200 grammi, mentre l’altro occultava ben 53 ovuli, per un totale di circa 1 chilogrammo di sostanza stupefacente.
Uno dei corrieri, un 31enne domiciliato a Foggia, è stato ricoverato d’urgenza in ospedale a seguito di complicazioni mediche insorte per la presenza di uno degli ovuli nello stomaco, che avrebbe potuto causare una rottura con conseguenze potenzialmente letali. Il paziente è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza ed è attualmente piantonato dalle forze dell’ordine in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria.
Il secondo arrestato, un 30enne residente a Torino, è stato invece condotto presso la casa circondariale di Uta, dove si trova a disposizione della magistratura. Entrambi dovranno rispondere dell’accusa di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo di occultamento utilizzato.
L’operazione conferma l’efficacia della cooperazione tra Arma dei Carabinieri e Polizia di Frontiera Aerea nei controlli aeroportuali, sempre più orientati a contrastare il traffico di droga attraverso il trasporto intra-corporeo, una pratica altamente rischiosa per la salute dei corrieri e difficile da individuare senza l’ausilio di strumenti diagnostici.
Il sequestro complessivo di oltre 1,2 chilogrammi di cocaina rappresenta un duro colpo al traffico di stupefacenti destinati al mercato isolano, dove tali quantità avrebbero generato un’ingente quantità di dosi e un rilevante introito illecito.