Il maltempo torna a colpire la Sardegna per il secondo giorno consecutivo, interrompendo la morsa dell’afa estiva con violenti temporali localizzati, raffiche di vento, grandinate e danni a coltivazioni e infrastrutture. Come ampiamente previsto dai meteorologi, le perturbazioni hanno interessato porzioni limitate del territorio, alternate a zone rimaste sotto il sole cocente ma disturbate da lunghi boati di tuono in lontananza.
A Silius la grandine ha causato gravi danni alle vigne, compromettendo in pochi minuti interi filari in piena stagione vegetativa. Gli agricoltori parlano di perdite pesanti, soprattutto dopo un avvio d’estate già segnato da temperature estreme. I video diffusi sui social mostrano le campagne bianche di ghiaccio, segno della violenza del fenomeno.
A Senorbì il vento ha spezzato numerosi rami, finiti sulle strade e sui marciapiedi. I residenti hanno ripreso le scene con i telefoni, mostrando alberi piegati e oggetti trascinati dal vento, in un contesto che nel giro di pochi minuti ha cambiato completamente il volto del paese.
Curioso quanto accaduto a Serramanna, dove una pioggia intensa ha colpito soltanto alcune vie del centro abitato, lasciando le altre completamente asciutte. Un evento insolito che ha sorpreso gli abitanti, testimoni di un fenomeno atmosferico altamente localizzato, reso ancora più evidente dal contrasto con il caldo circostante.
Il resto dell’Isola non interessato direttamente dalle precipitazioni è comunque rimasto sotto l’influenza dei temporali, con cielo coperto e tuoni costanti a fare da sottofondo all’afa persistente. La presenza di questi fenomeni meteorologici contrastanti ha creato una situazione climatica instabile, tipica delle estati segnate dal riscaldamento climatico e dalle variazioni improvvise dei flussi atmosferici.
Le autorità invitano alla prudenza, in particolare nelle zone rurali e lungo le strade secondarie, dove i detriti lasciati da pioggia e vento possono rappresentare un pericolo per la circolazione. Intanto, gli agricoltori colpiti dai danni attendono l’eventuale attivazione delle procedure di segnalazione per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.