In occasione dell’Assemblea regionale di Confartigianato imprese Sardegna il presidente regionale dell’associazione, Giacomo Meloni, ha presentato il “Report 2025 sull’Artigianato e Piccole Imprese della Sardegna”, elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati ISTAT, UnionCamere, Infocamere, Movimprese.
Per le imprese sarde in arrivo 30 milioni
Il profilo dell’artigianato della Sardegna dice come nell’Isola le micro-piccole imprese attive (MPI) con meno di 50 addetti insieme alle imprese artigiane attive siano 112.789, il 99,6% delle imprese totali del territorio (113.215), e occupano 269.378 addetti, l’81,8% dei
lavoratori totali (329.266). Delle micro e piccole imprese presenti sull’Isola più di una su cinque (23,8%) è artigiana.
Delle 26.877 imprese attive artigiane (anno 2023) la quasi totalità, tutte meno 8 unità, sono MPI: il 97,3% hanno meno di 9 addetti e il 2,6% hanno tra i 10 e i 49 addetti. Delle oltre 26 mila imprese artigiane, 11.913, pari al 44,3%, sono quelle che hanno dipendenti. La dimensione media delle imprese artigiane dell’Isola è di 2,4 addetti per impresa.
Sull’Isola i 64 mila addetti che operano nelle realtà artigiane rappresentano il 19,5% del numero totale di occupati sul territorio. In particolare, operano nell’artigianato sardo il 37,9% dei lavoratori del Manifatturiero esteso, il 52,5% dei lavoratori delle Costruzioni e l’11,1% dei lavoratori dei Servizi.
La forma giuridica delle imprese sarde a valore artigiano
In Sardegna sono 21.111 le imprese artigiane attive costituite a carattere individuale – l’Istat considera la forma giuridica di “indipendente” in cui sono compresi oltre all’imprenditore individuale e al lavoratore autonomo i liberi professionisti, a cui è preclusa l’iscrizione all’Albo degli artigiani – imprenditore individuale e lavoratore autonomo – e rappresentano il 78,5% delle imprese artigiane; seguono le 2.420 Società in nome collettivo che sono il 9% del totale, le 2.038 Società a responsabilità limitata che sono il 7,6% del totale e le 1.186 società in accomandita semplice che sono il 4,4% del totale.
Nel 2023 le imprese artigiane attive a carattere individuale occupavano 38.069 addetti, pari al 59,4% degli addetti dell’artigianato, 11.758
(18,4%) quelli che operano nelle Società a responsabilità limitata, sono invece 9.257 gli addetti, il 14,5% del totale, che operano nelle
Società in nome collettivo, e 4.148 (6,5%) quelli che operano nelle Società in accomandita semplice.
In Sardegna nel corso degli ultimi 10 anni – dal I trimestre 2015 al I trimestre 2025 – si osserva un incremento delle S.r.l. artigiane il
cui peso sul totale artigianato passa dal 4,3% al 7,6%. Questo dato evidenzia come nel tempo si stia facendo avanti un artigianato sempre
più strutturato: la dimensione media di una S.r.l. artigiana di 5,8 addetti/impresa, più del doppio della media totale di 2,4 addetti/impresa.
Inoltre, nel corso degli ultimi 10 anni si osserva che, diversamente dalle altre forme giuridiche, le società di capitale artigiane registrano un incremento a doppia cifra (+59,3%) del numero di imprese.
Le donne imprenditrici
In Sardegna nel 2024 sono 6.070 le imprese artigiane gestite da donne, pari al 17,9% del numero complessivo di imprese artigiane presenti sul territorio e al 115,7% delle 38.728 imprese gestite da donne presenti su tutta l’Isola. Sono invece 2.575 le imprese gestite da giovani
under 35, rappresentano il 7,6% dell’artigianato e pesano sulle 12.845 imprese giovanili sarde per il 6,6%. Infine sono 1.680 le imprese
artigiane con a capo un imprenditore straniero. Queste pesano sull’artigianato dell’Isola per il 5,0% e sulle oltre 10 mila imprese totali gestite da stranieri per il 16,0%.
Imprese in crisi
Secondo le rilevazioni di UnionCamere del primo semestre 2025, aggiornate al 1° luglio, e la rielaborazione dei dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, nell’Isola, tra i vari strumenti disponibili, le istanze d’accesso alla Composizione negoziata presentate sono state 46. Di queste, il 37% si sono chiuse con esito positivo mentre le altre risultano ancora in gestione.
Sul totale di quelle chiuse positivamente, 7 si sono concluse con l’accordo sottoscritto dal debitore, dai creditori e dall’esperto, 2 con un
contratto con i creditori con continuità aziendale e 1 con altre procedure di regolazione della crisi.
In Sardegna agiscono 71 esperti in conciliazione; di questi 36 operano su Cagliari, 18 a Nuoro, 2 a Oristano e 15 a Sassari. La stragrande maggioranza degli esperti è rappresentata dai commercialisti (78,8%) seguita dagli avvocati (19.9%).
Sempre con riferimento allo strumento della composizione negoziata i dati nazionali dicono anche come il tasso di successo (definito dal
rapporto tra istanze chiuse con esito favorevole e totale delle istanze chiuse) sia stato pari al 19%, in crescita rispetto a passato.
L’incremento nel tempo degli esiti positivi delle istanze dimostra un utilizzo di questa procedura da parte delle imprese sempre più
consapevole ed un accesso allo strumento in uno stadio della crisi non ancora troppo avanzato, il che consente di perseguire efficaci
percorsi di risanamento aziendale. Inoltre, è molto significativo il dato relativo al numero di addetti delle 324 imprese risanate: sono
aumentati a oltre 17.000 i posti di lavoro salvaguardati grazie alla composizione negoziata, senza contare gli ulteriori effetti benefici
generati sull’indotto.
Tra gli altri strumenti maggiormente utilizzati dalle micro, piccole e medie imprese sono anche la Liquidazione Giudiziale e il Concordato
Semplificato.
Nel primo caso, il 2024 fa registrare 9.203 procedure aperte con un numero medio di addetti per impresa pari a 6 unità ed un valore medio
della produzione di 1 milione di euro. Le società di capitali rappresentano l’80,9% del totale. La maggior parte delle imprese ricorrenti si colloca nel settore merceologico del commercio all’ingrosso e al dettaglio (24,7%), delle costruzioni (19,7%) e delle
attività manifatturiere (17,4%). Sia il valore medio degli addetti, che quello della produzione, così come la forma giuridica, evidenziano
che questa procedura riguarda imprese più fragili e meno strutturate, confermando ancora una volta la relazione diretta esistente fra
solidità e dimensione aziendale.
Nel secondo caso, nel corso del 2024 sono state presentate 85 istanze di concordato semplificato; il numero di addetti medi per impresa è
pari a 15 ed il valore della produzione è pari a 4 milioni di euro. E’ evidente, quindi, che resta molto limitato il ricorso al Concordato
semplificato liquidatorio e che richiedono l’accesso a tale strumento le aziende più sottodimensionate – sia come addetti che come valore
della produzione – rispetto a quelle che generalmente ricorrono alla Composizione negoziata. Per quanto riguarda il settore merceologico di
appartenenza, il 23,8% delle imprese esercita attività manifatturiere, il 19% commercio all’ingrosso e al dettaglio e il 16,7% rientra nel
settore delle costruzioni.
Il commento del presidente Meloni
“Il ricorso agli strumenti per il risanamento delle imprese in difficoltà sta crescendo anche nella nostra regione – il commento del presidente Meloni – questo è un fatto positivo perché consentirà a tante aziende oggi in difficoltà di restare operative una volta riequilibrata la propria
posizione”.
“Gli strumenti funzionano e stanno dando risultati – ha aggiunto – ma i dati ci dicono che sono le piccole imprese quelle che
vanno supportate maggiormente affinché approdino alla procedura senza indugio, non appena si presentano situazioni di difficoltà”. “I
momenti di difficoltà e di crisi che possono manifestarsi durante la vita dell’impresa e che è innanzitutto bene conoscere e riconoscere
per tempo in modo da acquisire la consapevolezza degli strumenti normativi e gestionali utili per affrontarla – ha sottolineato – ma
ancor di più vogliamo oggi porre l’accento e l’attenzione sulle buone pratiche gestionali che vedono nella pianificazione e prevenzione
quotidiane preziosi strumenti per limitare il più possibile il rischio di crisi”.
“E in questo noi di Confartigianato crediamo di avere il dovere non solo morale ma anche istituzionale e professionale di
orientare, motivare e non lasciar sole le imprese – ha concluso Meloni – anche e soprattutto nelle fasi più difficili consapevoli che con
l’adeguata conoscenza dei temi e delle procedure anche le sfide più difficili possono essere superate”.