A determinare l’intervento della Regione è stato il mancato completamento del trasferimento delle aree previsto da un accordo di programma del 2008, firmato con il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio. Un immobilismo durato anni, che ha lasciato aperta la porta a iniziative esterne, senza il coinvolgimento diretto della Regione o del Comune di Cagliari.
Ora l’amministrazione regionale ha deciso di invertire la rotta, annunciando di aver attivato tutte le procedure necessarie per completare il frazionamento catastale delle aree interessate, con l’obiettivo di trascrivere ufficialmente la proprietà alla Regione Sardegna entro sei mesi.
“Il mega impianto fotovoltaico non si farà”, è il messaggio chiaro lanciato dalla Regione. L’area del Colle sarà finalmente restituita ai cittadini sardi, come stabilisce l’articolo 14 dello Statuto Speciale della Sardegna, e sarà destinata a scopi ambientali, culturali e sociali. Il nuovo indirizzo politico mira a tutelare i beni collettivi e a valorizzare il patrimonio naturale e identitario dell’isola.
La Regione ha ribadito il proprio impegno nella transizione energetica, ma ha sottolineato con fermezza che lo sviluppo delle rinnovabili deve avvenire nel rispetto dei territori e delle comunità locali. Interventi di questa portata, si legge nella comunicazione ufficiale, non possono essere decisi senza consultazione e senza considerare l’impatto su paesaggi di pregio e su spazi di interesse collettivo.
Il Colle di Sant’Ignazio, simbolo di Cagliari e luogo di memoria per intere generazioni, diventerà così un bene pubblico a pieno titolo, tutelato dalle istituzioni locali e sottratto a dinamiche speculative. Il percorso avviato dalla Regione apre una nuova fase, in cui partecipazione, identità territoriale e sostenibilità ambientale diventano pilastri delle politiche pubbliche.