Duemila dipendenti dell’Arst senza stipendio per un vuoto decisionale ai vertici dell’azienda regionale dei trasporti. A una settimana dalla fine dell’incarico anticipata dell’ex amministratore unico Roberto Neroni, sollevato dal ruolo con una delibera d’urgenza promossa dalla presidente della Regione Alessandra Todde, nessuno ha ancora firmato il via libera ai pagamenti. Nel frattempo, il successore designato, il commercialista Giovanni Mocci, non ha ancora assunto ufficialmente l’incarico, bloccando di fatto ogni operazione, inclusa l’erogazione degli stipendi.
Il rischio è che i lavoratori restino senza salario in pieno luglio, una situazione che sta generando forte tensione sindacale. La vicenda nasce lo scorso 4 luglio, quando la Giunta regionale, con una mossa non prevista all’ordine del giorno, approva la revoca dell’incarico a Neroni, motivandola con la “necessità di rilancio” dell’azienda. Una rimozione per “giusta causa”, come previsto dall’articolo 19 dello statuto Arst, senza però indicare episodi concreti. Nelle indiscrezioni di palazzo si è parlato di ipotetici procedimenti giudiziari in arrivo, ma ad oggi non ci sono conferme ufficiali.