Tre bagnanti salvati a Is Arenas: bandiera rossa ignorata, rischio altissimo

Intervento tempestivo di un bagnino e di volontari evita la tragedia ad Arbus: forti correnti per il vento di libeccio

Tragedia sfiorata nella spiaggia di Is Arenas, ad Arbus, dove tre persone sono state tratte in salvo dopo essersi tuffate in mare nonostante la presenza della bandiera rossa. Il salvataggio è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, grazie alla prontezza del bagnino Enrico Sanna e al supporto di alcuni volontari.

Intorno alle 18:45, il mare agitato dal forte vento di libeccio aveva già spinto i bagnini ad alzare il livello di allerta: la bandiera gialla era stata sostituita con quella rossa, segnalando il divieto assoluto di balneazione. Nonostante questo, alcuni bagnanti si sono tuffati, finendo immediatamente trascinati al largo dalle correnti pericolose.

A intervenire con prontezza è stato Enrico Sanna, bagnino in servizio presso la spiaggia gestita dalla cooperativa Sol’e Mari per conto della polizia penitenziaria. L’operatore, dotato di tavola da salvataggio, ha raggiunto due dei tre bagnanti in difficoltà, riportandoli a riva in condizioni di sicurezza. Il terzo è stato salvato da un gruppo di bagnini volontari, che sono riusciti a lanciargli un salvagente assicurato con una corda, evitando il peggio.

Il rischio è stato concreto e altissimo, in una giornata in cui le condizioni del mare erano estremamente critiche. Solo la prontezza e il coordinamento del personale di salvataggio hanno evitato un esito drammatico. Episodi come questo riportano l’attenzione sulla necessità di rispettare scrupolosamente le indicazioni della segnaletica balneare, specialmente in presenza della bandiera rossa, che indica un pericolo reale per la vita umana.

Le autorità e gli operatori delle spiagge rinnovano con forza l’appello alla prudenza. “Quando il mare è agitato, non è un’opinione: la bandiera rossa significa pericolo estremo. Ignorarla mette a rischio non solo chi entra in acqua, ma anche chi deve intervenire per salvargli la vita”, spiegano i soccorritori.

Nel corso dell’estate, simili episodi si sono già verificati in diverse località della Sardegna, spesso legati alla sottovalutazione delle condizioni del mare. L’incoscienza, unita alla disinformazione o alla scarsa attenzione, continua a essere tra le principali cause di incidenti in mare. Per questo, le squadre di salvamento chiedono maggiore collaborazione da parte dei bagnanti, sottolineando che la prevenzione è la prima vera forma di salvataggio.

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