Carrefour lascia l’Italia: in bilico il futuro di 20.000 lavoratori. Solo in Sardegna sono 400

Sindacati sul piede di guerra: “Serve subito un tavolo con Governo e nuovi acquirenti. Il lavoro non è una voce di bilancio”

alimentare

L’uscita di Carrefour dall’Italia segna un punto di svolta drammatico per il settore della grande distribuzione organizzata e scuote dalle fondamenta il mondo del lavoro. Il colosso francese ha infatti ufficializzato la cessione delle sue attività italiane al fondo New Princes Group, sancendo così l’abbandono definitivo del mercato nazionale. Una decisione che pesa come un macigno su oltre 20.000 lavoratori, coinvolti a vario titolo tra personale diretto, franchising e appalti.

Una svolta che chiude un lungo capitolo della distribuzione in Italia: Carrefour è presente da decenni con ipermercati, supermercati, negozi di prossimità e centri logistici. In Sardegna, ad esempio, lo storico punto vendita di Quartu Sant’Elena, aperto nel 1996, insieme agli ipermercati di San Sperate e Sassari, coinvolge circa 400 dipendenti.

Ma oltre ai numeri, l’uscita della multinazionale apre scenari inquietanti: cosa ne sarà dell’occupazione, dei diritti acquisiti, della tenuta della rete vendita?. Domande che per ora restano senza risposta. I sindacati Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS denunciano l’assenza di trasparenza e chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto al MIMIT, con la presenza dei nuovi acquirenti.

“Non accetteremo licenziamenti mascherati, né tagli unilaterali o chiusure improvvise”, dichiarano i sindacati. “Serve un piano industriale chiaro, garanzie sui posti di lavoro e pieno rispetto della contrattazione collettiva”.

Il passaggio di proprietà, infatti, rischia di tradursi in discontinuità contrattuali, dumping salariale e un peggioramento generalizzato delle condizioni lavorative, soprattutto nei settori più fragili come franchising e appalti.

L’assenza di risposte da parte del board nazionale di Carrefour nell’ultimo incontro con le sigle sindacali viene giudicata “gravissima”. “Sono arrivati in Italia con grandi promesse – accusano i rappresentanti dei lavoratori – ora se ne vanno senza alcuna assunzione di responsabilità sociale”.

Ma il tema travalica i confini della singola azienda. In gioco c’è la tenuta complessiva del settore GDO, già provato da rincari, concentrazione degli attori e crisi dei consumi. Difendere oggi i posti di lavoro in Carrefour significa difendere l’intero comparto, che in Italia dà occupazione a centinaia di migliaia di persone, spesso in condizioni di precarietà e con tutele minime.

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